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Anime mania: Dragon ball e altri videogame del Paese del Sol Levante

di Riccardo Anselmi -

22 febbraio 2019, 18:44

Anime mania: Dragon ball e altri videogame del Paese del Sol Levante

Con l’atteso ritorno al cinema di Dragon ball, bestseller made in Japan del celebre fumettista Akira Toriyama che racconta le mille battaglie di Goku, in un’arzigogolata avventura all’insegna delle arti marziali ispirata al classico Viaggio in occidente e tradotta, a partire dagli anni ’80, anche in un fortunato cartone per la tv, si sta riaccendendo in tutto il Paese la passione per gli anime, l’animazione giapponese già protagonista di “invasioni” epocali nei decenni scorsi. Se l’arrivo in Italia il prossimo weekend del nuovo film, Dragon ball super: Broly, campione di incassi in patria, rappresenta un’eccezione solo fino a un certo punto (si tratta addirittura del ventesimo lungometraggio animato prodotto attorno al fenomeno Dragon ball), lo stretto rapporto tra anime e videogame rimane una costante del digital entertainment nipponico, quasi fossero in fondo due facce della stessa medaglia. Anche l’artista Akira Toryiama ha collaborato direttamente alla creazione di una serie di giochi di ruolo di successo, Dragon quest, giunta all’undicesimo episodio, Dragon quest XI: Echi di un’era perduta, pubblicato per Ps4 dalla major Square Enix e in uscita entro l’anno su Switch.

Ecco tre collaborazioni recenti a cavallo dei medium:

Dragon ball fighterz (Bandai Namco)

Bandai Namco è il colosso giapponese che più ha spinto, in questi anni, per instaurare una relazione proficua tra le diverse branche dell’entertainment made in Japan, che si tratti di videogame, giocattoli, anime o manga. La major, già dietro al tormentone del Tamagotchi e a successi televisivi come quello del robottone Gundam, produce molte delle traduzioni per computer e console degli anime di maggior richiamo, da Naruto a One piece, oltre a collaborare con fumettisti famosi in serie originali, nel caso per esempio dei Tales of. Dragon ball è un altro cavallo di battaglia della compagnia, che ha adattato più volte l’opera di Akira Toriyama in videogame, l’ultima delle quali trasformando Goku & Co. nei protagonisti di un eccellente picchiaduro, quei giochi a base di combattimenti di arti marziali che vedono proprio uno dei campioni della categoria in Bandai Namco, cioè la casa degli storici Tekken e Soul calibur. Disponibile per Pc, Ps4, Xbox one e Switch, il titolo Dragon ball fighterz porta la firma degli specialisti nipponici Arc system works (Guilty gear). In questo periodo il gioco sta ricevendo i personaggi bonus della seconda stagione di lottatori extra scaricabili, che si è aperta con l’introduzione di Jiren e Videl, sempre all’insegna della grande cura della trasposizione dall’anime al genere del videogame.

Jump force (Bandai Namco)

Per festeggiare i cinquant’anni della storica rivista nipponica di fumetti Shonen jump, sulle cui pagine dal 1968 sono apparsi molti dei manga più popolari, Bandai Namco ha pubblicato ora Jump force, un videogame che su Pc, Ps4 e Xbox One raccoglie in un roboante crossover una quarantina dei personaggi di maggior successo che, con le loro storie, hanno appassionto a lungo i giovani lettori del celebre settimanale. L’operazione, portata avanti con la collaborazione di Spike Chunsoft, ricorda gli odierni cinecomics. Un po’ come nelle uscite hollywoodiane della Marvel, buoni e cattivi dei fumetti si ritrovano insieme nel nostro mondo a fronteggiare una terribile minaccia, con il giocatore a sua volta trasformato in un personaggio dei manga. La Jump force diventa così l’equivalente giapponese da console dei cinematografici e americani Avengers. Puntando sul taglio spettacolare da blockbuster, il gioco a base di combattimenti abbraccia e reinterpreta in un contesto pseudo realistico, attraverso le magie della computer graphics, il gotha dei manga, da Dragon ball a Naruto, da One piece a Bleach, dai Cavalieri dello zodiaco alle Bizzarre avventure di Jojo, da Ken il guerriero a City Hunter, da Kenshin samurai vagabondo a Yu degli spettri, da My hero academia a Yu-gi-oh!, da Hunter x Hunter a Black clover, fino a Death Note, parecchi dei quali già tradotti singolarmente in videogame da Bandai Namco.

Steins;gate elite (Spike Chunsoft)

Uscito in Giappone nel 2009, Steins;gate era presto assurto al rango di cult nel variegato mondo delle visual novel, quella sorta di racconti interattivi molto popolari nel Paese del sol levante, che ha esportato con successo il genere anche all’estero. Attesissimo, Steins;gate aveva dunque debuttato in occidente nel 2014, conquistando una platea agguerrita di fan. Nel frattempo non sono mancati adattamenti del titolo fantascientifico sotto forma di manga e di anime. Ora, nel decennale, con l’obiettivo di infondere rinnovata linfa alle visual novel, Chiyomaru Shikura, che era a capo del team cui si deve la creazione della serie, frutto della collaborazione tra gli sviluppatori di 5pb e di Nitroplus, ha deciso di guardare proprio alla realizzazione dei disegni animati per dar vita a Steins;gate elite, remake del classico, che aggiunge le sequenze tratte dagli anime e altre inedite, caratterizzando ulteriormente dal punto di vista stilistico la narrazione, sempre più basata sulle immagini. Le scelte del giocatore continuano a influenzare l’esito della storia, intinta di un bizzarro umorismo, mentre ad Akihabara - il quartiere di Tokyo simbolo dell’high-tech e delle subculture pop, mecca degli otaku, i patiti di anime, manga e videogame - un gruppo di giovani, capitanati da Rintaro Okabe, autoproclamatosi scienziato pazzo, scoprono per caso una stramba maniera di compiere viaggi nel tempo, incappando così nelle maglie di una pericolosa cospirazione mondiale.