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INDAGINE

Truffa dei diamanti, le associazioni chiedono garanzie per le vittime

Unicredit: "Già iniziato il rimborso dei clienti con il riacquisto delle pietre"

22 febbraio 2019, 11:34

Truffa dei diamanti, le associazioni chiedono garanzie per le vittime

La "truffa dei diamanti" continua a far discutere. Le associazioni chiedono garanzie per le vittime, mentre Unicredit sottolinea di aver già iniziato a rimborsare i suoi clienti coinvolti. 

Konsumer Parma, associazione nazionale di difesa del consumatore recentemente insediatasi in città, interviene sul caso.  "Nel recente passato - dice attraverso una nota - veniva pubblicizzato nei circuiti finanziari come fosse molto più sicuro l’acquisto di diamanti, il cui valore sarà per sempre, piuttosto che investire in azioni o obbligazioni, titoli soggetti non solo alla volatilità del mercato ma anche al rischio di fallimento delle società emittenti (vedi Cirio, Parmalat, Giacomelli ed altre)". Le multe inflitte dall’Antitrust, confermate dal Tar del Lazio, hanno evidenziato come l'andamento crescente dei valori dei diamanti fosse stato rappresentato in maniera ingannevole. Una delle società venditrici è stata dichiarata fallita, ma le decisioni della magistratura penale hanno individuato la responsabilità anche delle banche coinvolte, con l’effetto, ricorda l'avvocato Giovanni Franchi, presidente di Konsumer Parma, «che il risparmiatore non dovrà preoccuparsi poiché in caso di fallimento della società venditrice egli potrà rivalersi del danno subito nei confronti della banca».

Federconsumatori chiede giustizia. "Gli sviluppi giudiziari della vendita dei diamanti - dice l'associazione in un comunicato - con l'indagine penale aperta dalla Procura di Milano ha reso  palese all'opinione pubblica i contorni  enormi di una delle maggiori truffe perpetrate ai risparmiatori italiani con  la piena complicità di diversi istituti di credito. Nell'indagine della Procura di Milano sono infatti coinvolte Banco BPM, Unicredit, Intesa San Paolo, MontePaschi e Banca Aletti. Federconsumatori, da oltre un anno, è impegnata nella tutela dei risparmiatori raggirati, a Parma i casi seguiti sono ormai alcune centinaia e il flusso continua a testimonianza del fatto che in tanti, ancora, non hanno ancora intrapreso alcun percorso di tutela.
A complicare la vicenda è intervenuto, il 15 gennaio scorso, il fallimento decretato  dal Tribunale di Milano, di IDB che nella truffa era il soggetto attivo nel mercato diamantifero presso cui decine di migliaia di clienti hanno in deposito i diamanti acquistati che ora sono da recuperare. Per quanto riguarda il ruolo delle banche, diversa è stata fino ad ora la disponibilità di rimborso nei confronti delle persone truffate e i tempi di  risposta".

L'associazione Adusbef aggiunge che i suoi legali "si sono immediatamente attivati per tutelare i risparmiatori nel recupero delle somme investite. Intesa, Mps e Unicredit si sono impegnate a rimborsare i propri clienti acquistando le pietre, mentre Banco Bpm offre in alcuni casi una percentuale di rimborso, che varia da un 10% a un 50%, in pochi casi si è arrivati a percentuali superiori (70%), e le pietre restano di proprietà dei clienti. Sono già iniziate le prime cause in sede civile, dapprima nei confronti di IDB Spa e di Banco Bpm, poi a seguito del fallimento solo nei confronti di Banco Bpm".
"Chiunque non fosse in possesso delle pietre - continua l'associazione - deve presentare necessariamente istanza di restituzione/rivendica entro l’8 marzo 2019, infatti il giudice ha assegnato come termine per il deposito dell’ammissione allo stato passivo per i creditori e per i terzi che vantino diritti reali e mobiliari su cose in possesso del fallito l’8 marzo 2019, con fissazione dell’udienza di esame dello stesso l’8 aprile".

Un portavoce di Unicreditha reso noto ieri che l'istituto di credito «per propria policy non commenta i procedimenti in corso. UniCredit collaborerà con le autorità competenti e continuerà a offrire servizi di assistenza ai clienti interessati. L’iniziativa avviata già nel corso dello scorso anno prevede il riacquisto delle pietre dai clienti al valore a suo tempo pagato».