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EDITORIALE /2

Cinque stelle in difficoltà tra Roma e voto locale

di Luca Tentoni -

27 febbraio 2019, 14:01

Cinque stelle  in difficoltà tra Roma e voto locale

Le elezioni regionali in Sardegna hanno confermato molte tendenze recenti e «storiche»: fra queste ultime, si è ribadita l'alternanza fra una maggioranza di centrosinistra e una di centrodestra. Nell'isola, come in tutte le regioni italiane nelle quali si è votato dal 2013 ad oggi, vincono solo candidati dell'ex Cdl o dell'ex Unione. Il bipolarismo locale, dunque, incrinato a livello di elezioni comunali dall'ingresso sulla scena politica di un forte competitore come il M5S, non è scalfito minimamente alle regionali. Ciò non vuol dire che questo dato sia sufficiente per spiegare il passaggio dei Cinquestelle, in un anno, dai 369mila elettori delle politiche ai 70mila circa di domenica scorsa (85mila, se si considerano i consensi al candidato presidente Desogus). Il M5S è, dopo il Pd (13,5%), la Lega (11,4%) e il Partito sardo d'azione (9,9%), il quarto partito dell'Isola, mentre nel 2018 era primo col 42,5% dei voti, contro il 14,8% di Pd e FI e il 10,8% della Lega.
A Cagliari, dove erano meno forti già alle politiche (33,6% contro il 43,4% del resto della regione) i Cinquestelle si fermano all'8,4% (negli altri comuni sardi: 9,9%). I flussi elettorali in uscita dal M5s vanno in parte verso gli altri due poli, in parte in direzione dell'astensione. Del resto, anche se l'affluenza di domenica scorsa nell'Isola è stata del 53,75% (superiore al 52,3% del 2014), alle politiche era andato alle urne il 65,5% dell'elettorato.
Mancano all'appello, dunque, poco più di duecentomila voti, ma i pentastellati ne hanno perduti trecentomila. In termini assoluti (calcolati sugli aventi diritto al voto) il M5S passa da 27% delle politiche al 4,7% (alle regionali 2014 non si era presentato), mentre il centrodestra sale al 24,8% (politiche 19,7%, regionali '14 20,2%) e il centrosinistra con Leu è a quota 14,4% (2018: 13,2%; 2014: 18,6%). In parole povere, i «vecchi» poli guadagnano in valore assoluto sulle politiche; il centrodestra progredisce anche in confronto alle regionali precedenti (+65mila voti), mentre il centrosinistra perde 60mila voti sul 2014 ma ne guadagna circa 30mila sul 2018. Ciò nonostante, il candidato Zedda non riesce a ingaggiare quel «testa a testa» che gli exit poll prefiguravano: gli unici «duelli» sono a Cagliari, dove il candidato di centrosinistra è sindaco della città (e dove prevale col 44,4% dei voti contro il 40,9% di Solinas, mentre il suo predecessore Pigliaru aveva vinto per 44,3% a 37,3% contro Cappellacci nel 2014) e dove le liste di centrodestra prevalgono, ma con un vantaggio minore di ben 16 punti rispetto a quello conseguito nel resto della regione (Cagliari: CD 46,6%, CS 35,8%; altri comuni dell'Isola; CD 52,3%, CS 25,3%). Infine, il quadro della coalizione vincitrice.
Il centrodestra si afferma col sardista-leghista Solinas, che come il suo predecessore Cappellacci ottiene il 4% in meno delle liste coalizzate (per contro, Zedda traina le sue, apportando un 3% in più). La valanga leghista non c'è stata, ma Salvini non può certo lamentarsi: l'eletto è un parlamentare della Lega (il Psdaz aveva presentato liste comuni col Carroccio, alle politiche). Inoltre, se il partito del ministro dell'Interno passa dal 10,8% all'11,4%, l'alleato sardista ottiene il 9,9% (in tutto, fa quasi il 21% contro l'11 del 2018). Cambiano, inoltre, i rapporti di forza nel centrodestra: alle regionali del 2014 FI e centristi avevano il 26% dei voti (Fdi il 2,8%, il Psdaz il 4,7%; la Lega non c'era) mentre alle politiche del 2018 erano al 16,2% (FI e Udc; Lega e FdI avevano il 14,8%) mentre domenica scorsa sono scesi al 12% circa (di cui l'8% di FI) contro il 16,1% di Lega-FdI. La maggioranza che governa la Sardegna non è «a trazione leghista», ma tripartita (destra, sardisti, centristi). Tutto questo è frutto di un'elevatissima volatilità elettorale: su 100 aventi diritto, 19 hanno cambiato partito rispetto alle regionali e 34 rispetto alle politiche (sui soli voti validi i valori si attestano sul 40-43%).