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Vaccini, in Emilia-Romagna si è superato il "muro" del 95%. A Parma il primato

01 marzo 2019, 13:28

Vaccini, in Emilia-Romagna si è superato il

Sul fronte della copertura vaccinale l’Emilia-Romagna si posiziona oltre la soglia del 95%, che garantisce la cosiddetta "immunità di gregge". E’ quanto emerge dai dati della Regione secondo cui al 31 dicembre è stato superato il "muro" del 95% per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale varata nel 2016 al fine della frequenza all’asilo nido: difterite, tetano, poliomielite, si assestano ciascuna al 95,7%, ed epatite B al 95,5%.
Obiettivo raggiunto, evidenzia la Regione, anche per quanto riguarda emofilo B e pertosse, poi aggiunte dalla normativa nazionale, mentre per morbillo-parotite-rosolia (Mpr) la copertura è passata dall’87,2% del 2016 al 93,5% del 2018 che, per i bambini di 36 mesi, quindi nati nel 2015, la percentuale raggiunge il 95,8%. Di «un risultato straordinario» parlano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alla Sanità Sergio Venturi che sottolineano come si sia recuperato il calo.

A livello complessivo, le percentuali crescono in tutte le province, Romagna compresa, dove le coperture sono costantemente salite nell’ultimo triennio, avvicinandosi anch’esse alla soglia del 95%. A Parma, in particolare, per le quattro vaccinazioni obbligatorie per legge regionale la copertura si attesta intorno al 97% a 24 mesi e raggiunge il 99% a 36 mesi.
«E' un risultato straordinario - osservano il il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - nel giro di due anni, e dunque dall’entrata in vigore della nostra legge regionale, abbiamo recuperato il calo registrato fino al 2016 e assistito a una risalita rapidissima. E’ un risultato di cui andare orgogliosi - aggiungono - perchè i vaccini hanno salvato, e continueranno a salvare, milioni di vite. Non bisogna certo abbassare la guardia, questi numeri devono essere confermati per più anni successivi, ma possiamo già dire di aver avuto ragione quando decidemmo di introdurre qui l’obbligo vaccinale».
Guardando, ancora, a i numeri, a dicembre 2018, le coperture dei bambini nati nel 2016 per poliomielite, difterite e tetano hanno raggiunto il 95,7% (mentre nel 2016 erano ferme rispettivamente al 93,3%, 93,1% e 93,5%). L’epatite B è passata dal 92,7% del 2016 al 95,5%. Percentuali destinate ad aumentare ancora di più se si considerano, sempre nell’anno appena concluso, le coperture a 36 mesi, e dunque dei nati nel 2015: 97,2% per la poliomielite (era al 94,4% nel 2016), 97,1% per la difterite (rispetto al 94,2% a fine 2016), 97,3% per il tetano (dal 94,8% del 2016). L’epatite B è passata dal 93,8% del 2016 a quota 96,8%.
In aumento anche le percentuali raggiunte dalle altre vaccinazioni rese obbligatorie dalla successiva legge nazionale (senza considerare la varicella, obbligatoria solo per i nati nel 2017): sempre a dicembre 2018, per i bimbi di due anni le coperture per l’emofilo B hanno raggiunto il 95,2% (erano al 92,2% nel 2016); per morbillo-parotite-rosolia il 93,5% (era all’87,2%), per la pertosse il 95,7% (dal 93,1 del 2016).

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