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IL TEST

Il metano? E' la scelta vincente (aspettando l'elettrico)

Al volante della Opel Astra per sfatare tanti luoghi comuni. A partire dalle prestazioni e dal bagagliaio. Con 20 euro di percorrono 600 km

di Lorenzo Centenari -

06 marzo 2019, 20:07

Il metano? E' la scelta vincente (aspettando l'elettrico)

Fuori il petrolio, dentro l’elettrico. Sì, ma nel frattempo? Se in Europa il diesel ha le ore contate, le aspettative di vita dei benzina non sono di molto superiori. Il declino delle motorizzazioni tradizionali è un processo ormai irreversibile, tuttavia l’auto a zero emissioni è ancora una nicchia che per costi, infrastrutture e autonomia ha ancora scarso appeal.

Esiste una corrente di pensiero che vuole nelle vesti di traghettatore da un’era all’altra della mobilità il caro, vecchio gas metano. Economico, ecostenibile, facilmente reperibile, almeno nel Nord Italia (Emilia-Romagna in modo particolare). Alcune Case percorrono la pista del gas naturale con piglio deciso: tra queste Fiat, Gruppo Volkswagen, Opel. Proprio Opel Astra Sports Tourer 1.4 ecoM (da 25.400 euro) è la «cavia» da noi individuata per sperimentare in prima persona l’effetto che fa una settimana trascorsa «a metano». Ed è uno smontaggio a catena di luoghi comuni.

SFATARE I LUOGHI COMUNI

In primis, le performance: lontani i tempi in cui di fronte a una salita e con veicolo a pieno carico era spontaneo premere il commutatore e passare all’alimentazione a benzina, oggi la tecnologia turbo ha pressoché neutralizzato il gap prestazionale. Il 1.4 Opel sovralimentato sviluppa 110 Cv sia che i pistoni brucino la «verde», sia che nella camera di scoppio gli iniettori spruzzino CH4 in polvere: accelerazione dignitosa (0-100 km/h in 12”3), rotazione del motore fluida e progressiva, senza il minimo fastidio «turbo lag».

Secondo mito da sfatare: la capacità di carico. In edizione standard, il bagagliaio di Astra Sports Tourer misura 540 litri: l’alloggio delle due bombole di gas in materiale composito (in tutto 19 kg di capacità) sottrae qualche decina di decimetri cubi, d’accordo, ma il pavimento è piatto, la soglia di carico invariata. In sostanza, a sacrificarsi sull’altare del risparmio è soltanto la ruota di scorta.

I RISPARMI

Già, il metano come elemento chimico «salva-euro»: col prezzo alla pompa che oscilla ora attorno a 1 euro esatto, consumare 3,1 kg/100 km (la media registrata dal software di bordo) consente di percorrere oltre 600 km con una banconota da 20 euro, un ordine di spesa inferiore del 60% rispetto a un viaggio a benzina, di quasi il 50% nei confronti persino del gasolio. Calcolatrice alla mano, percorrendo 15.000 km all’anno significa inoltre rientrare dall’investimento (1.500 euro il differenziale con Astra ST 1.4 benzina) nell’arco di 12-13 mesi. Stazioni di rifornimento? Ce ne sono di aperte 24/7, mentre i tempi di attesa finché l’operatore non abbia riavvitato il tappo si aggirano sui 5 minuti o poco più.

LA PROVA

Proprietà «eco» a parte, Astra Sports Tourer è in sé una station wagon piacevole da guardare, da abitare, infine anche da guidare: morbido il cambio manuale a 6 marce, non dure ma nemmeno troppo cedevoli le sospensioni, reale infine la possibilità di trasportare 5 persone (alla faccia di alcuni Suv/crossover). Particolarmente intuitivo il computer di bordo, di serie sull’allestimento Innovation (insieme a fari a Led, pacchetto sicurezza attiva Opel Eye, sistema di navigazione IntelliLink): consumo istantaneo e autonomia sia a benzina (serbatoio «mini», 120 km per le emergenze), sia a metano, distanza di sicurezza dall’auto successiva misurata in decimi di secondo, e altre funzioni ancora. Per rinunciare al petrolio, senza in realtà rinunciare a un bel niente.