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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Lavori intelligenti da spendere poco

di Gustavo Marchesi -

10 marzo 2019, 16:36

Lavori intelligenti  da spendere poco

Il geom. Max – si firma ing. – nella relazione settimanale all’impresa esprime soddisfazione. Vanno sempre lenti ma con metodo e il muratore Scarfulle offre ottime garanzie al prosieguo dei lavori nell’appartamento, dove realizzano le loro conoscenze da anni, dieci anni per sole quattro-cinque stanze.
Dio in sei giorni ha fatto il mondo. L’ing. Max più svelto non va, ma con ciò, oltre a curare i dettagli, risparmia costi all’impresa, perché a quanto risulta, l’unico lavorante rimane il prezioso Scarfulle, così chiamato dalla sua zucca intasata di forfora… Chi è costui, di età indefinibile, il viso di bambino invecchiato anzitempo? Solo in terra, gli occhi spenti da automa, ha vissuto come poteva, accettando ogni servizio, per umiliante che fosse, perfino in un lupanare per maniaci viziosi… tra i beffardi motteggi della gente (“Non lo fa solo per fame”…). Da quando è alle dipendenze di Max, alloggia nella cantina dello stesso fabbricato che vien su tuttora in ritardo. Sa poco o niente Scarfulle, del mestiere, ma ce la mette tutta e immagina già di sentire i numerosi visitatori congratularsi del risultato in corso. Max lo tratta da cane… Esigente Max, di poche parole, preso dalle sue idee è uno che fa e rifà cambiando progetti in continuazione. Dandosi arie di architetto del giorno, crea quasi in trance, imita certa avanguardia che pretende edifici “con le ali” tra le nubi mutevoli del cielo. Le nuove generazioni si sa cercano come liberarsi dalle sorde abitudini dell’ovvio.
In tale scivolosa situazione è facile non intendersi e Scarfulle non capisce sempre bene le richieste dell’inquieto principale: pare voglia aggiungere all’ultimo piano una finestra, che in realtà hanno aperta da mesi. Comunque pronto a obbedire e tacere, Scarfulle non ci pensa due volte e si precipita ad attaccare il muro. Quando Max vede lo sbrego, «Bestia, non sapevi che c’era?» gli grida furioso, «Ma dove guardi, bestia, dove?»… E lo aggredisce, lo caccia… vorrebbe addirittura buttarlo di sotto insieme al rottame … Scarfulle ne potrebbe morire, l’umiliazione supera il bisogno. Fosse soltanto per il posto che ha perso, saprebbe come arrangiarsi… Ma il trattamento di Max è troppo, davvero troppo… Scarfulle ha una dignità. Anche se ricoverato, tempi addietro, nella clinica del prof. Mangialana per soggetti “ingenui”, cosiddetti, è una persona posata, rispettosa… Farebbe ancora il baciamano, potesse, e risulta che qualche buonanima autorevole abbia preso a cuore il suo licenziamento.
Max si vede costretto a riportarlo in cantiere. È andato giù il ragazzo; nei primi giorni lo sfama a sue spese; ma si riprenderà presto, a uno così gli basta poco, un niente. Dopo di che lo nominerà caposquadra... «Prima devi chiudere il buco, una svista da principiante, una vergogna che non è da te» lo rimprovera. Scarfulle va subito al muro. Tutto a posto, ha messo da parte i sacchi di cemento, e ne farà di calce, alla grande!... Max ha sempre ragione, è un gigante e se avesse più coraggio Scarfulle glielo direbbe «Signor ing., lei è proprio una fortuna conoscerla, signor ing.». Piange di gioia.