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Serie A

Ranieri, buona la prima: la Roma batte l'Empoli (2-1)

i gol di El Shaarawy e Schick salutano il ritorno dell'allenatore in giallorosso

11 marzo 2019, 23:52

Ranieri, buona la prima: la Roma batte l'Empoli (2-1)

E’ l’Empoli il "brodino" della Roma ferita. All’Olimpico, nel monday night della 27ma giornata, i gol di El Shaarawy e Schick firmano il 2-1 che dà il bentornato sulla panchina giallorossa a Claudio Ranieri e allontanano, almeno per un po', le ombre e le brutte sconfitte dell’ultima difficile settimana.

Riportare calma e serenità in una squadra scossa dall’esonero del tecnico, dall’addio del ds, dal ko nel derby e dall’uscita dalla Champions non è compito facile e Ranieri (accolto da un caldo applauso dai 30mia dell’Olimpico) lo sa. Da navigato uomo di campo conosce bene la psicologia dei calciatori: prima la testa e poi la tattica. Anche perché deve fare i conti con una Roma fiaccata non solo nello spirito ma anche nei numeri, tra squalificati (Dzeko, Kolarov, Fazio), infortunati (De Rossi, Pellegrini, Manolas, Under, Pastore) e un’imbarcata di Primavera in panchina, ma tant'è. Il 4-2-3-1 di difranceschiana memoria è quasi un obbligo con l’asse centrale di difesa tutto nuovo, un trio d’attacco formato con due classe '99 (Kluivert e Zaniolo) e un '96, Schick, ieri caricatissimo dal neo tecnico in conferenza e oggi ripagato sul campo. Ha meno problemi di formazione Iachini che punta sul collaudato 3-5-2 per cercare di frenare la scontata rabbia giallorossa. La vittoria del Bologna d’altronde ha riportato i toscani, appena 6 punti da Natale a oggi, in zona "rossa" e la difesa è il primo input del tecnico marchigiano.

Pronti via e per la Roma sembra subito mettersi bene: merito di El Shaarawy (8') che s'inventa un gran gol dalla distanza. Sembra il viatico per una serata finalmente tranquilla per i giallorossi che però impiegano appena 3' per rovinare tutto, con Jesus che maldestramente e senza nemmeno pressione avversaria, sugli sviluppi di una punizione di Bennacer, rimessa di testa al centro da Silvestre, riesce a bucare un Olsen impietrito. Un colpo duro per la Roma che rischia anche l’uno-due dopo qualche minuto: buon per il n.1 svedese che la punizione di Pasqual si stampi all’incrocio. Il tic-toc del lentissimo Nzonzi e compagni è senza costrutto, salvo i soliti lanci lunghi, facile preda della difesa ospite. La scossa potrebbe arrivare al 30', quando Kluivert innesca Cristante che la mette in area, tacco di El Shaarawy per l’accorrente Zaniolo che tutto solo non trova però la porta. La giocata mette le ali al'olandesino che subito dopo parte ma viene atterrato sulla trequarti: punizione di Florenzi e stacco imperioso di Schick per l’agognato sorpasso e un intervallo più sereno.

A inizio ripresa (8') il riacutizzarsi del problema al polpaccio costringe Zaniolo a uscire (al suo posto Perotti, con El Shaarawy accentrato per le prove generali di quello che sarà il 4-4-2 quando tornerà Dzeko). La cronaca invece racconta di due grandi occasioni per gli ospiti (con Krunic al 20' e con Dell’Orco al 27'), del "rosso" a Florenzi (assai fiscale), dell’esordio in A per il gioiellino classe '99 della Primavera, lo sloveno Celar e per il brivido finale del Var che annulla il gol di Krunic per fallo di mano. Finisce con tre punti d’oro per la "prima" di Ranieri, che certo non avrò visto un belo spettacolo ma che fanno respirare una squadra ancora ferita e che, soprattutto, resta aggrappata al treno Champions.