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A Colorno

Passeggino cade dall'argine, bambino ferito. Si cerca auto pirata

12 marzo 2019, 06:02

Passeggino cade dall'argine, bambino ferito. Si cerca auto pirata

Luca Pelagatti

Paolo (chiamiamolo così, con un nome a caso) ha poco più di due anni e mezzo. E' l'età dell'entusiasmo, delle risate, delle corse a perdifiato. Delle favole. Ma Paolo, da 20 giorni, sembra che abbia perso la sua voglia di sorridere. Tanto che quando, seduto sul passeggino, passa al solito posto, sulla solita strada, invece di gorgheggiare canzoncine imita il suono di una sirena d'ambulanza. E ripete «ahi». Come chi racconta, in un soffio, un dolore.

«E' proprio questo che ci preoccupa di più. Il corpo dei bambini si riprende velocemente ma noi speriamo che possa dimenticare, che riesca a cancellare quel brutto ricordo», spiega il padre di Paolo. Che, a sua volta, fatica a sorridere.

E' così dal pomeriggio del 20 febbraio scorso quando l'uomo, rientrato dal lavoro prima del solito, ha pensato di fare una passeggiata con il proprio bambino. «Era una bella giornata e come tante volte abbiamo imboccato, per stare tranquillo, strada argine di Gainago».

Per chi non è della zona è necessario spiegare: si tratta di una stradina, che parte dalla circonvallazione di Colorno, che costeggia un canale ed è così stretta che due macchine quasi non ci passano. Per di più è indicata come ciclopedonale - con eccezione di residenti, fornitori e mezzi d'emergenza - e quindi dovrebbe essere il posto perfetto per due passi in allegria. Dovrebbe, appunto.

«Ad un certo punto. però. ho visto una macchina che stava arrivando - prosegue il padre. - E l'auto andava troppo forte». Su quella stradina di spazi per scansarsi non ce ne sono. E l'uomo ha iniziato a preoccuparsi. «La macchina prima ha superato una bicicletta senza rallentare, quindi ha proseguito verso di noi. E ho capito che eravamo sulla sua traiettoria. E' stata questione di istanti: da un lato avevo il bordo dell'argine, la vettura si avvicinava sempre più e mi sono reso conto che avrebbe certamente colpito il passeggino in cui si trovava il bimbo. Così ho spinto la carrozzina proprio sul bordo della scarpata. La macchina, passando, non l'ha colpita. Ma ha sfiorato il mio gomito facendomi perdere la presa».

Il racconto qui si congela. Perché i secondi successivi si sono dilatati all'infinito. Come succede nelle scene al rallenty.

«Istintivamente mi sono girato e ho visto la macchina che si fermava una ventina di metri più in la, con il conducente che gesticolava. E poi mi sono reso conto che il passeggino aveva iniziato a scendere per l'argine». Una discesa sempre più veloce: la carrozzina ha percorso quei metri in un lampo e si è piantata con le ruote sul sentiero in fondo alla scarpata. Poi si è ribaltata».

A quel punto il tempo ha ripreso a correre. Il padre si è lanciato verso il bimbo urlando mentre dalla casa vicina una donna che aveva visto tutto ha iniziato a gridare «il bambino, il bambino....».

«Ho estratto il piccolo e ho visto che aveva il viso pieno di sangue. Intanto l'autista aveva fatto retromarcia e si era fermato sull'argine alla mia altezza: era sceso e aveva iniziato ad imprecare contro di me. L'ho guardato e ho incontrato il suo sguardo. Lui urlava e io stringevo mio figlio con il volto tumefatto».

L'autista poi, come era arrivato, è risalito in auto ed è ripartito. Ma il padre di Paolo («non so come ho fatto ad avere quel lampo di fredda lucidità») ha estratto il cellulare e girato un video. Sono due secondi solamente. Ma saranno preziosi.

«La donna della casa a fianco è accorsa con delle garze e anche un passante in bici è venuto ad aiutarmi mentre io ho chiesto aiuto con il telefono. Nel giro di pochi minuti sono arrivati l'ambulanza e i carabinieri che hanno raccolto le testimonianze, sentito i testimoni e acquisito il video. Poi è iniziata la corsa in ambulanza verso l'ospedale».

E' allora che Paolo ha sentito quel suono di sirena che ora continua a ripetere. Ed è in un letto del Maggiore che ha trascorso i tre giorni successivi. Per i medici la prognosi è stata di altri dieci giorni e gli sono stati asportati i due incisivi piegati nella caduta. Mentre il naso gonfio e arrossato, per fortuna, non è risultato fratturato. «Adesso quando ripensa a quel giorno cerca di spiegare di essersi fatto male, ricorda quel momento gridando “boom”. Noi, per parte nostra abbiamo sporto una denuncia e sappiamo che c'è una indagine in corso da parte dei carabinieri che speriamo, grazie al video e alle testimonianze, possano arrivare al responsabile. Ma soprattutto speriamo che il piccolo si riprenda presto. E che non succeda più che una semplice passeggiata tolga il sorriso ad un bambino».