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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Ma ne valeva davvero la pena?

di Riccardo Zinelli -

17 marzo 2019, 16:03

Ma ne valeva  davvero la pena?

I lampeggianti azzurri guizzano come fiammelle sulle pareti del Vescovado, diretti al Battistero. «Scappiamo, presto.». L’ordine fa smobilitare un gruppo di ragazzi incappucciati. Quando la macchina dei vigili si ferma ai piedi del capolavoro dell’Antelami, dei fuggiaschi si sono già perse le tracce. Quartierati su una scalinata, i ragazzi si tolgono i cappucci e cominciano a ridere. L’adrenalina è sublimata e ha lasciato posto ad un’ilarità incontrollata: ce l’hanno fatta, hanno martellato una parte del Battistero e ci hanno lasciato sopra il loro pensiero.
«Odio tutto.». Uno della banda scandisce la frase che hanno scritto, e scambia occhiate complici con i compari. Si sente alla grande. In quel momento gli sembra di essersi fatto valere. «Certo che abbiamo rischiato quando quello stronzo ha chiamato i vigili», sentenzia uno di loro. «Ma ne è valsa la pena. Te che dici?».
L’interpellato si limita ad un cenno del capo. Ma una vocina dentro di lui ha ribattuto: «Ne sarà davvero valsa la pena?». A casa non ne fa parola con nessuno. Certo lo riprenderebbero se sapessero ciò che ha fatto. Però l’insistenza della domanda diventa insopportabile, e si trasforma in urgenza di trovarle una risposta, al punto da costringerlo a cercare uno sfiato al suo interrogativo: ne è valsa la pena? Attento a non farsi riconoscere, il giorno dopo torna nel vicolo a fianco del Battistero e osserva lo sfregio al basamento di marmo rosa. Su quella superficie chiara la scritta che hanno lasciato appare sgraziata come un nevo.
Dei passanti commentano la scena. «Veh che danno! Mi chiedo il perché.»
«Magari nessuno li ascoltava e hanno voluto farsi sentire», interviene a sorpresa il ragazzo. «Come quelli che avevano occupato il Battistero un sacco di anni fa.»
«Vuoi dire il Duomo?» lo corregge subito il passante. Poi scuote la testa. «Comunque non c’è paragone. Allora era stata una cosa in grande stile. E almeno chi ha occupato la chiesa ha avuto il coraggio di metterci la faccia. Altro che farsi sentire, questi codardi volevano solo far del danno. Ma te li conosci quelli che hanno imbrattato il Battistero?».
«No. Devo andare», svicola il ragazzo impaurito. Comincia a camminare, tirandosi su il cappuccio, le mani sprofondate nelle tasche. Ripensa alla follia che ha commesso e si sente un vigliacco. Ha ragione il signore con cui ho parlato, riflette. Dopo aver martellato il marmo siamo scappati con la coda fra le gambe. Quel che abbiamo fatto è stato solo un danno. Per farsi sentire dal mondo occorre ben altro: una cultura, idee, sacrificio e metterci la faccia.