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Cucchi: rischio processo per otto carabinieri, tra cui due ufficiali

19 marzo 2019, 11:38

Cucchi: rischio processo per otto carabinieri, tra cui due ufficiali

La Procura di Roma ha chiuso l'indagine sui depistaggi relativi alla morte di Stefano Cucchi. Rischiano di finire sotto processo otto carabinieri tra cui il generale Alessandro Casarsa (all’epoca dei fatti capo del Gruppo Roma) e il colonnello Lorenzo Sabatino (ex capo del nucleo operativo di Roma). I reati contestati, a seconda delle posizioni, falso, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia.

La catena dei falsi legata alle note sullo stato di salute di Stefano Cucchi, dopo l’arresto, parte da Alessandro Casarsa, all’epoca comandante del Gruppo carabinieri di Roma. E’ quanto emerge dal capo di imputazione presente nell’atto di chiusura delle indagini. In particolare i magistrati di piazzale Clodio contestano a Casarsa, Cavallo,Di Sano, Colombo Labriola e Soligo, il reato di falso ideologico.

«Uno stato di malessere verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza».
Questo il contenuto di una seconda nota falsa sullo stato di salute di Stefano Cucchi per la quale gli indagati nell’inchiesta sul depistaggio devono rispondere di falso.
La procura sottolinea che il carabiniere scelto Gianluca Colicchio (non indagato, ndr) fu «indotto a sottoscrivere il giorno dopo una nota in cui falsamente attribuiva allo stesso Cucchi 'uno stato di malessere generale, verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza", omettendo ogni riferimento ai dolori al capo e ai tremori manifestati dall’arrestato».

«In questi momenti di difficoltà emotiva per la nostra famiglia è di conforto sapere che coloro che ci hanno provocato questi anni di sofferenza in processi sbagliati verranno chiamati a rispondere delle loro responsabilità. E’ un’enorme vittoria per la nostra famiglia e la nostra giustizia». Così Ilaria Cucchi ha commentato la chiusura, da parte della Procura di Roma, dell’indagine sui depistaggi relativi alla morte del fratello.