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calcio giovanile

Giocatore del Vicofertile preso a pugni, squadra ritirata

19 marzo 2019, 17:19

Giocatore del Vicofertile preso a pugni, squadra ritirata

Ancora violenza nel calcio giovanile e stavolta i genitori non c'entrano. Anzi, un padre si è trovato di colpo ad assistere all'aggressione del proprio figlio tredicenne, che gioca nel Vicofertile, rimasto tramortito a terra dopo essere stato colpito più volte da un coetaneo della squadra avversaria, lo Sporting Sant'Ilario, durante un match di Giovanissimi under 14 Interprovinciali disputato a Calerno. Un episodio tanto grave quanto improvviso che ha portato la squadra parmense a decidere di ritirarsi immediatamente dal campo inducendo così il 17enne arbitro (pare alla sua seconda direzione) a sospendere l'incontro.
Non si è trattato dunque di una rissa tra tifosi, come erroneamente riportato nella cronaca della partita contenuta all'interno dell'inserto sul calcio giovanile pubblicato ieri dalla Gazzetta (e di questo ci scusiamo con le società interessate e con i lettori) bensì di un gesto isolato quanto violento compiuto in campo, durante un'azione di gioco: sentitosi tenuto per un braccio, un giocatore dello Sporting si è girato verso l'avversario rifilandogli quattro pugni alla nuca mentre un suo compagno era a sua volta pronto ad alzare le mani su un altro calciatore del Vicofertile.
La partita è finita lì: arrivano l'ambulanza che trasporta al Pronto Soccorso il ragazzo colpito (forti dolori, narice gonfia, difficoltà a respirare) e qualcuno chiama anche i Carabinieri. Se l'arbitro ha annotato i fatti nel referto, per almeno uno dei due ragazzi dello Sporting è in arrivo una pesante squalifica, ma è assai probabile che un provvedimento interno venga preso a breve dalla stessa società reggiana.
«L'episodio non passerà certamente inosservato e avrà delle conseguenze», assicura il direttore sportivo dello Sporting, Michele Bonati, che ieri mattina ha telefonato al padre del ragazzo colpito porgendogli nuovamente le scuse a nome della società e promettendo di andarlo a trovare non appena si sarà pienamente ristabilito.
In casa Vicofertile, mentre si tira un respiro di sollievo per le condizioni di salute del tredicenne, è comunque palpabile l'amarezza per l'accaduto: «Non è possibile che ogni weekend sui campi di calcio si trasformi in un bollettino di guerra - sospira il direttore sportivo Simone Miselli, che aggiunge - tra l'altro la partita fino a quel momento era stata molto tranquilla. Perderemo a tavolino ma di sicuro non ci interessa recuperare l'incontro, anche se la società ospitante ce l'ha proposto. Piuttosto, ci piacerebbe che anche da un'occasione del genere si possa trarre qualcosa di positivo, sotto il profilo dell'educazione: in settimana convocheremo tutti i nostri tecnici e i genitori che più spesso seguono le nostre partite raccomandando loro di tenere sempre e comunque, in panchina e a bordo campo, un comportamento corretto e mai sopra le righe. Noi facciamo calcio per passione e i valori dello sport vengono prima di tutto, specie a quell'età». f.m.