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CORSIVO

"Cara mamma, non è giusto"

di Anna Maria Ferrari -

23 marzo 2019, 16:30

Cara mamma, lo zio non sapeva come dircelo, i giudici hanno deciso che lo Stato non poteva difenderti, che secondo loro tu saresti stata ammazzata comunque, mai e poi mai avresti potuto salvarti dalle coltellate di papà, quel 3 ottobre 2007 che ci ha lasciati soli al mondo. Anche se tu ti eri fidata dello Stato, per 12 volte l'avevi gridato e denunciato il tuo terrore, l’avevi scritto che il papà ti puntava addosso quel tagliaunghie, gli occhi fissi nei tuoi. Cara mamma, non sapeva come dircelo, lo zio, che quei giudici hanno deciso che il tuo destino era già scritto e anche il nostro, figli tuoi, orfani senza saperlo, anche quando tu eri ancora con noi e ci stringevi, prima di dormire. E adesso non sappiamo come dirtelo neppure noi, mamma, che il tribunale ci ha tolto i soldi dello Stato per il risarcimento del tuo assassinio, 259mila e 200 euro. Tutti. Dovevano servire per noi tre bambini, lo sai, per studiare, andare in vacanza, sentirci un po' come gli altri. Non sappiamo come dirtelo: per la seconda volta, i grandi ci hanno rubato la vita.