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Divorziati: il percorso di fede per tornare a far la comunione

Al centro pastorale diocesano presentata «Sulla misura del cuore di Cristo», la nota pastorale del vescovo Enrico Solmi

di Luca Molinari -

24 marzo 2019, 12:36

Divorziati: il percorso di fede per tornare a far la comunione

Un vademecum di 47 pagine per spiegare come aiutare le famiglie «ferite». Giovedì sera al centro pastorale diocesano è avvenuta la presentazione di «Sulla misura del cuore di Cristo», la nota pastorale del vescovo Enrico Solmi «per accompagnare e camminare insieme con chi vive in famiglia fragilità, sofferenze e ferite». Si tratta di un documento che arriva a due anni di distanza dall’Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia, pensato per aiutare la diocesi a riceverne pienamente i contenuti.
Il testo si articola su una introduzione e tre capitoli di ampiezza diversa, ma col medesimo schema. Si parte con una icona biblica, segue un sommario e quindi si vanno a cogliere le varie situazioni di fragilità e sofferenza con tocchi necessariamente veloci. Chiude il volume un’appendice che illustra le esperienze in atto in diocesi e fornisce numeri utili. Nel primo capitolo si parla di matrimonio e famiglia, nel secondo viene posto l’accento sulle situazioni di fragilità: il tema del dolore, della malattia, della solitudine, della vedovanza, della perdita di un figlio, della povertà, della violenza e delle separazioni forzate.
«Situazioni che interpellano la comunità cristiana a una vicinanza e prossimità», ha osservato monsignor Solmi. Il capitolo più corposo è il terzo, rivolto soprattutto alla condizione dei divorziati e risposati. «Guardiamo alle persone separate, divorziate, che hanno rimesso o meno insieme un nucleo familiare e che si rivolgono alla Chiesa in vario modo, chiedendo di guardare dentro loro stessi – ha sottolineato il vescovo -. La Chiesa offre un percorso per arrivare a un retto giudizio di coscienza». Al termine di questo percorso possono emergere «motivazioni profonde per cui si avverte di poter accedere alla comunione eucaristica e alla confessione».
«Questo non significa tirare sopra una croce alla dottrina della Chiesa – ha precisato monsignor Solmi - ma che in questo percorso sono emerse motivazioni tali e profonde, per cui si avverte che questo sia possibile. Non è la Chiesa o il vescovo che riammette alla comunione o alla confessione, ma davanti alla comunità cristiana, Chiesa e vescovo dicono che queste persone hanno compiuto un percorso retto, di conversione e penitenza».

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