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IL TEST

Al volante di Mazda6 per riscoprire il fascino della berlina

di Lorenzo Centenari -

25 marzo 2019, 21:03

Al volante di Mazda6 per riscoprire il fascino  della berlina

C’era una volta la classica berlina, auto elegante, spaziosa il giusto, talvolta divertente da guidare. C’era, e fortunatamente c’è ancora, anche se i Suv le hanno ormai fatto le scarpe. Al volante di Mazda 6 si riassapora il gusto di viaggiare «bassi», ma al tempo stesso comodi, brillanti, circondati dagli stessi agi degli sport utility. È la visibilità, semmai, a pagare dazio ai colleghi a guida alta: la linea di cintura è quanto di più armonioso, peccato che impedisca di mettere a fuoco spazi e ostacoli, posteriori ma anche laterali. La (ottima) telecamera perimetrale di parcheggio è quasi essenziale. E a proposito di optional: super consigliato il cambio automatico a 6 rapporti (+2.000 euro), non sportivo ma fluido, e associato a trazione AWD.

A Hiroshima guardano al futuro (elettrico), nel frattempo ecco un turbodiesel come il 4 cilindri da 2,2 litri (184 Cv e 445 Nm nel suo step più performante) che spinge forte (0-100 km/h in 8,5 secondi) e beve assai poco (oltre 20 km/l). Ah, c’è l’omologazione Euro 6d-temp, quindi nessuna scusa. Pratico come su ogni Mazda alto di gamma l’infotainment, funzione governata da una rotella sul tunnel ed espressa da un display a sbalzo piccolo (8”), ma nitido e rapido nel passare da un menù al successivo. Il marchio ha ambizioni «premium», e si vede: l’allestimento Exclusive (43.250 euro su Mazda 6 2.2 D) ha persino inserti in legno e in pelle Nappa. La wagon è più capiente (552 vs 480 litri), ma vuoi mettere la sensualità della cara, vecchia «sedan» a coda lunga? L.C.