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EDITORIALE

Brexit: Londra sul piano inclinato

di Paolo Ferrandi -

25 marzo 2019, 15:02

Brexit: Londra sul piano inclinato

Tra i tanti cartelli che punteggiavano l'imponente manifestazione di sabato a Londra a favore di un secondo referendum ce n'era uno piccolo piccolo e pieno d'ironia, tipicamente inglese. Riportava semplicemente una famosa frase di Liam Fox, un conservatore pro-Brexit. Una frase che recitava che «l'accordo sulla Brexit sarà la cosa più semplice mai fatta al mondo». Una frase che - con il senno di poi - merita la trascrizione automatica nel grande libro delle «ultime parole famose», assieme a quelle del generale Custer sull'esercito americano «miglior amico degli indiani» e a quelle di Fassino su Grillo che «se vuole, fondi un partito e vediamo quanti voti prende».
Il fatto è che, come ormai tutti hanno capito, qualunque accordo per la Brexit è maledettamente complicato e, in ogni caso, essendo per forza un compromesso, non riuscirà mai ad accontentare tutti. Ma soprattutto difficilmente troverà una maggioranza nell'attuale Camera dei Comuni.
Ora si parla di un complotto all'interno del partito conservatore per far fuori Theresa May e sperare di sparigliare le carte con un nuovo premier. Il problema, però, non è la May, ma l'impossibilità di un accordo che salvi la capra (i benefici di un mercato comune) e i cavoli (l'uscita dal mercato comune). E fintanto che il partito di maggioranza non se ne renderà conto Londra sarà sempre nella palude. Con l'orologio della «Hard Brexit» (il 12 aprile) che continua a ticchettare implacabile.