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POLIZIA

Circoncisione in casa: un altro bimbo morto nel Reggiano. Si cerca un "santone", indagini anche a Parma, Modena e Bologna

A novembre morì un bimbo di 6 mesi. Si cerca un "santone" della comunità africana, che è latitante

25 marzo 2019, 14:55

Circoncisione in casa: un altro bimbo morto nel Reggiano. Si cerca un

Dopo la tragedia del neonato ghanese morto all’ospedale Sant'Orsola di Bologna per una circoncisione effettuata dai genitori nell’abitazione di Scandiano emerge un altro caso simile di pochi mesi prima, accaduto sempre nel Reggiano. Si cerca un "santone" della comunità africana e la polizia indaga anche a Parma, Modena e Bologna sia per capire dove possa trovarsi l'uomo sia per scoprire eventuali altri casi di bimbi morti in seguito a questa pratica. 

Nel novembre 2018 un bambino di 6 mesi di famiglia ghanese ha perso la vita per dissanguamento dopo essere stato sottoposto a circoncisione rituale a casa. Ad operarlo sarebbe stato un uomo "accreditato" per questo tipo di intervento tradizionale nella comunità africana della regione. Dopo le complicanze insorte, il piccolo fu portato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dove poco dopo ne fu constatato il decesso.
Per questo caso le indagini - di cui è titolare il sostituto procuratore Iacopo Berardi e affidate alla questura reggiana - sono ancora in corso. L’uomo che avrebbe praticato la circoncisione - indagato per omicidio colposo - si è infatti reso irreperibile.

La Polizia sta collaborando coi colleghi di Bologna, Parma e Modena per acquisire prove e scovare altri casi in cui il "santone" avrebbe effettuato l'operazione. Anche la madre e il padre del bimbo - una famiglia ben inserita in città e che ha altre figlie femmine - sono stati iscritti nel registro degli indagati del pm con l’accusa di omicidio colposo in concorso. A difenderli è l’avvocato Giuseppe Caldarola che sottolinea come «tante persone straniere non siano a conoscenza del fatto che questa pratica può avvenire anche in day hospital, in tutta sicurezza e a prezzi inferiori rispetto a "santoni" che non hanno alcuna qualifica medica».