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IL DISCO

Branduardi coglie la prima mela

di Michele Ceparano -

29 marzo 2019, 19:41

Branduardi coglie la prima mela

Tradizione, leggende e letteratura. Quarant'anni fa usciva “Cogli la prima mela”. Angelo Branduardi aveva "quasi" sfondato già tre anni prima con “Alla fiera dell'est” e subito dopo con  “La pulce d'acqua”, nel 1977. Ma è con l'album del '79 che il menestrello di Cuggiono assapora il successo internazionale. Quinto lavoro del cantautore lombardo, che sarà tradotto anche in inglese e francese, questo rappresenta uno dei tanti riusciti recuperi delle melodie medievali riproposte a un pubblico contemporaneo.
A partire dalla title track, “Cogli la prima mela” che è la rielaborazione di una melodia medievale ungherese. Dopo la dolcissima “Se tu sei cielo” tocca a “La strega”, che “quel che c'è da sapere di questo mondo ora sa, quel ch'è stato già, tutto quello che sarà”. Un personaggio che  può anche far pensare  in qualche misura a "Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley. A tal proposito non va dimenticato che Branduardi l'anno prima era stato ospite fisso di “Stryx” la visionaria trasmissione di Enzo Trapani sull'allora Rete 2 in cui interpretava il Folletto. La figura della strega ammaliò anche Roberto Vecchioni l'anno dopo nell'album “Montecristo”, tra Biancaneve, la Bella addormenta nel bosco ma anche Carducci. Il cantautore milanese lo aveva già fatto in “Sette meno uno” ("Calabuig", 1978). Oppure, en passant, sempre nel 1980 la strega compare in "Serenella" di Alberto Camerini. L'universo femminile viene esplorato da Branduardi  anche in “Donna ti voglio cantare”, rielaborata sulla rinascimentale "Tourdion" di Pierre Attaingnant  (1494-1552). Poi la bucolica “La raccolta” a metà tra Saffo e una ballata rumena. L'atmosfera campestre prosegue con “Colori”.
Potente e misteriosa. Sono questi, invece, due aggettivi con cui si potrebbe descrivere “Il signore di Baux”, uno dei dei pezzi più riusciti dell'album. Un brano che si ispira a una leggenda provenzale che narra di un'antica famiglia, quella dei Baux, che una notte sparì per sempre dal suo castello.
Non irresistibile “Il gufo e il pavone”, leggera favoletta in salsa rock, la chiusura è invece degna dell'album e affidata a “Ninna nanna”. Pezzo di oltre sette minuti scritto da Branduardi con la moglie Luisa Zappa, è una ballata scozzese di un autore anonimo dal titolo “Mary Hamilton”, già proposta dall'indimenticabile voce di Joan Baez. Di "Cogli la prima mela" la copertina non è male,  ma  non è al livello  delle precedenti.