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EDITORIALE

Brexit, la mossa disperata della May

di Paolo Ferrandi -

29 marzo 2019, 14:05

Brexit,  la mossa disperata della May

Ieri è stata una giornata convulsa a Londra. La dimissionaria Theresa May ha estratto dal suo sempre più logoro cilindro un’ulteriore sorpresa nel tentativo di arrivare in qualche modo alla Brexit. Il governo oggi proporrà alla Camera dei Comuni di votare sull’accordo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea senza però aggiungere la dichiarazione politica che dovrà governare le future relazioni tra il Regno Unito e Bruxelles. Un voto che non è però sufficiente ad avere la ratifica parlamentare richiesta dalla legge inglese sulla Brexit.
Un artificio che permetterà al governo di mettere ai voti una proposta diversa da quella già votata due volte – e già due volte respinta a larghissima maggioranza – venendo incontro alle decisioni dello speaker della Camera, John Berchow, che aveva escluso un terzo voto sullo stesso testo e di guadagnare tempo, facendo leva sul fatto che a questo punto, con un voto anche se monco sulla Brexit, la Ue dovrebbe accordare la proroga fino al 22 maggio per negoziare la dichiarazione politica.
Ma si tratta di una mossa disperata perché la May, nonostante la promessa di dimissioni in caso di voto positivo, per ora non ha i consensi necessari per far passare la proposta, visto che gli unionisti irlandesi sono contro così come i Brexiteer conservatori più duri e i laburisti non si fidano di questo via libera alla cieca. Insomma è probabile che sia l’ennesimo disastro. E non è detto che sia l’ultimo.