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C'ERA UNA VOLTA

A ottantacinque anni BB è sempre BB

La diva che ha accettato di diventare vecchia

di Gabriele Grasselli -

06 aprile 2019, 23:57

A ottantacinque anni  BB è sempre   BB

Star, sex symbol, icona della moda,
poi solo animalista:
resta lei la più bella di tutte

E' stata la più bella, la più spregiudicata, la più fotografata, la più imitata. E a un certo punto anche la più coraggiosa: è stata forse l'unica ad avere voluto guardare in faccia il tempo. Niente ritocchi, niente botox, niente lifting. E adesso che di anni ne compie 85 e gira col bastone perché soffre di artrite e le fanno male le anche, adesso che le rughe e i chili non mentono di un giorno sull'età vera, adesso che benedice l'intuizione di abbandonare il cinema nel 1973 («altrimenti avrei fatto la fine di Marilyn o Romy Schneider») continua a fregarsene di essere un mito. Ma un mito vero. Brigitte Bardot.



Come lei nessun'altra. Una bellezza tanto sfrontata quanto sfolgorante, davanti, di dietro, di profilo, truccata, struccata, vestita, nuda. Tutte, dive e non, hanno dovuto e ancora devono fare i conti con lei, un uragano erotico che vortica clamorosamente da metà anni Cinquanta, quando il marito e pigmalione Roger Vadim nel 1956 la lancia in «Piace a troppi» (ma è il titolo originale, «Et Dieu créa la femme», a rendere l’idea): la bomba francese deflagra all’improvviso e non c’è che lei. Nonostante la Monroe, che di lì a poco si congederà prematuramente lasciando definitivamente spazio a questo altro biondissimo sogno sessuale degli uomini di tutto il mondo.



Il fenomeno diventa un’ossessione planetaria, le sue immagini sono ovunque e sempre. Lei fa l’attrice, la cantante, la ballerina, la modella, la dea, mette in orbita le mode, fa diventare un villaggio di pescatori, Saint Tropez, la località più esclusiva e disinvolta del jet set internazionale, gli uomini li prende e li butta come vuole e quando vuole, li fa ammattire, li molla da un’ora all’altra, per niente, perché non la divertono più, perché non ne ha più voglia, perché intanto ne ha trovato un altro. Alcuni rimarranno famosi giusto solo perché lei li ha sposati o li ha usati una sera o un paio di settimane, da Sacha Distel a Jacques Charrier, da Samy Frey al miliardario Gunther Sachs al nostro povero Gigi Rizzi (estate 1968) che l’anno scorso è morto stroncato dalla nostalgia proprio a Saint Tropez, le ceneri sparse nel mare della Pampelonne: la felicità si paga cara.
Brigitte è Brigitte e gira film popolari in cui, a un certo punto, c’è sempre un amante che la prende a schiaffi ma anche opere di autori come Louis Malle o Jean Luc Godard. Per niente cretina, anzi, di famiglia ricca, si aggira nel successo più smagliante con l’aria spesso un po’ annoiata, vive amori e passioni a volte con strafottenza, a volte drammaticamente (a inizi anni Sessanta si contano almeno un paio di tentativi di suicidio con pastiglie e champagne).



I francesi impazziscono - un sondaggio dell'epoca stabilisce che il 45% delle conversazioni Oltralpe sono sul suo conto – e, orgogliosi ed euforici, battezzano quei tempi «Les Années B.B». Gli europei sono stregati, gli americani si imbambolano e le confezionano persino un film con James Stewart, «Dear Brigitte» (1965), da noi «Erasmo il lentigginoso», i brasiliani sono storditi e le dedicano una canzone oggi tristemente famosa per i trenini di Capodanno, gli italiani hanno la Loren ma la tradiscono volentieri (persino il pragmaticissimo Paperon De’ Paperoni in un storia di fine anni Sessanta su «Topolino» perde la testa quando riceve dal maggiordomo Battista una lettera in cui si annuncia la visita di B.B salvo scoprire che in realtà è firmata Banda Bassotti….).



Lei fa di tutto: cavalca una Harley Davidson e le vendite decollano, incide per prima «Je t’aime moi non plus» di e con Serge Gainsbourg ma poi all’ultimo momento non ne permette la pubblicazione perché è troppo scandalosa perfino per lei e la lascia a Jane Birkin, Hollywood le offre «Il caso Thomas Crown» con Steve McQueen ma dice no, compra La Madrague, una villa con porticciolo e vista straordinaria e quello diventerà il luogo del Sacro Graal per i paparazzi, va mezz’ora alle feste e le rende talmente elettriche che ancora se ne parla. Nel frattempo continua a moltiplicare fidanzati e mariti e a cacciare via giornalisti e fotografi. A nemmeno 40 anni si stufa del cinema e sbatte la porta, quindi decide di dedicarsi anima e corpo al suo vero, grande, unico amore: gli animali.


Alleva cavalli, asini, maiali, dà riparo a cani e gatti, soprattutto promuove campagne contro il massacro dei cuccioli di foca in Canada, contro il macello, contro la vivisezione, le corride, la caccia, gli allevamenti lager e per finanziare la causa vende abiti, ricordi, gioielli. Nei decenni successivi abbraccia posizioni politiche estreme e discutibili che la rendono oggetto di critiche pesantissime. Ma a B. B. tutto si perdona. Nessuno la dimentica, nessuno la dimenticherà. Per Saint Tropez, che lei adesso detesta pur continuando a viverci, è quello che per Roma è il Colosseo o Parigi la Tour Eiffel: non c’è bar, locale, negozio, posto pubblico che non esponga una foto, un dipinto, un’effigie, un souvenir, un altarino della venerata Brigitte.


Il mondo non smette di cercarne, senza successo, un’erede definitiva. Angelina Jolie? Gwyneth Paltrow? Scarlett Johansson? No. Lontane chilometri. Anche la moda sbatte sempre lì: i tentativi di imitazione, Claudia Schiffer o Kate Moss che siano, alla fine soccombono; le icone di stile sono sempre quelle, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Jackie Kennedy, ma poi il servizio sfonda davvero quando le modelle sciolgono i capelli al vento, fanno il broncio, vanno scalze, in minigonna, in calzoncini, abbondano col rimmel, mettono la bandana, slacciano il bikini a quadretti e in un lampo è subito Brigitte. Quella di una volta. Perché quella di adesso, quella vera, è alla Madrague, vestita di nero, appesantita, vecchia, pacificata e guarda il mare.

 


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  • IL MARITO PIGMALIONE
    Roger Vadim (1928-2000) diresse e lanciò la Bardot nel suo primo film da regista, «Piace a troppi». Oltre a Brigitte, ha avuto mogli e fidanzate famose e bellissime, a cominciare da Jane Fonda e Catherine Deneuve.

  • IL MITO SAINT TROPEZ
    Grazie a Brigitte Bardot il villaggio di pescatori sulla Costa Azzurra è diventato un luogo celebre: nonostante il lusso sfacciato e il caos mondano, il paese conserva angoli tranquilli e pittoreschi, oltre a un mare straordinario.

  • IL VERO AMORE
    Gli animali sono «l'unico, vero, grande amore» di B.B. Ha iniziato a raccogliere cani e gatti abbandonati sui set dei film che stava girando, poi, una volta lasciato il cinema, si è dedicata in toto alla causa.