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EDITORIALE

Se la Brexit si trasforma nel «Giorno della marmotta»

di Paolo Ferrandi -

06 aprile 2019, 15:17

Se la Brexit si trasforma nel «Giorno della marmotta»

L'altro ieri la Camera dei Comuni ha dovuto sospendere i lavori - inconcludenti - perché ci sono state delle infiltrazioni d'acqua dal tetto. Se esistono aneddoti spiccioli che diventano metafore della situazione questo è un caso da manuale.
Il Paese sembra essere stregato e intrappolato in un «loop» temporale come quello descritto nel «Giorno della marmotta», un film dove il protagonista è costretto a vivere la stessa noiosa giornata infinite volte. Come si può definire, per esempio, la richiesta di Theresa May all'Unione europea di un rinvio della Brexit al 30 giugno se non come un «dejà vu»? È la stessa proposta che è già stata bocciata alcune settimane fa e di nuovo c'è solo la promessa di far partecipare la Gran Bretagna alle elezioni europee se non si concretizzerà un'uscita entro il 22 maggio.
Gli esperti dicono che si tratta di una proposta fatta per essere bocciata e per mettere Londra di fronte all'unica alternativa possibile, cioè un rinvio della Brexit molto più lungo. Una strada che la May però non può indicare subito perché non ha la forza politica per farlo. E qui si capisce dove sta il problema. È l'assoluta mancanza di un piano credibile da parte del governo britannico che sta facendo impantanare tutto. Il risultato è un'opinione pubblica disorientata che a questo punto sembra preferire il «no deal», che è una catastrofe dal punto di vista economico, ma ha almeno il pregio di rompere l'incantesimo.