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LA PAROLA ALL'ESPERTO

Riscattare il lavoro all'estero si può, ma solo in alcuni Paesi

12 aprile 2019, 11:50

Riscattare il lavoro all'estero si può, ma solo in alcuni Paesi

IL QUESITO
Vorrei sapere se è possibile riscattare ai fini pensionistici gli anni lavorativi in Medio Oriente e Stati Uniti.
L.M.R.

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Paolo Zani *
Sì, è possibile riscattare ai fini pensionistici i periodi lavorati all’estero ma ad una condizione: che il paese estero in cui si è lavorato non sia legato con l’Italia da convenzione bilaterale di sicurezza sociale. Ergo, in questo caso specifico, non sarà possibile riscattare i periodi di lavoro prestato negli USA in quando con gli USA esiste una convenzione bilaterale di sicurezza sociale stipulata il 23 maggio 1973. In forza di tale convenzione, ed analogamente a tutte le altre simili, la contribuzione versata all’estero nei paesi convenzionati (Paesi della CEE, Brasile, Argentina, Australia, Canada, Paesi dell’ex Jugoslavia, USA ecc. ecc.) è considerata valida a tutti gli effetti per maturare il diritto ad una prestazione pensionistica in Italia e viceversa. In altre parole i periodi di contribuzione versata e accreditata nei paesi convenzionati viene considerata utile( totalizzata) per maturare il diritto alla pensione anche in Italia. Ad esempio se devo accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomo, posso considerare tutta la contribuzione versata in USA, in questo caso specifico. La pensione italiana verrà calcolata sulla sola base dei contributi italiani e l’istituto di previdenza statunitense liquiderà la sua parte di pensione con le regole vigenti in questo paese (età e condizioni specifiche).
SENZA CONVENZIONE
Diverso è il caso del lavoro svolto in paesi non legati da convenzione bilaterale come probabilmente i paesi mediorientali cui fa riferimento. In questo caso la legge 30 aprile 1969 n° 153 articolo 51 comma 2 prevede espressamente la facoltà di riscatto oneroso dei periodi di lavoro svolti all’estero nei paesi non legati da convenzione sociale con l’Italia.
LA PROCEDURA
La procedura è abbastanza semplice: basta presentare domanda, esclusivamente per via telematica, all’INPS.
Preliminare a tutto è l’essere in possesso della cittadinanza italiana, e qui la cosa è semplice.
Per la documentazione a corredo della domanda la cosa incomincia farsi più complessa: serve, infatti, documentazione di data certa per provare l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro.Per documentazione di «data certa» si intende documentazione redatta all’epoca dello svolgimento del rapporto di lavoro o anche in epoca successiva, mai, però, all’epoca della domanda di costituzione di riscatto, a condizione che non sussistano elementi dai quali si rilevi che tale documentazione è stata costituita allo specifico scopo di usufruire della facoltà di riscatto.
COSA SERVE
A mo’ di esempio:
Il libretto di lavoro se prescritto dalla legge del paese estero in cui si è svolto il lavoro;
Buste paga originali dell’epoca;
Dichiarazioni redatte all’epoca del rapporto di lavoro (lettere di assunzione o di licenziamento, promozione, ecc.);
Dichiarazioni delle autorità consolari che controllano l’immigrazione.
Come detto la domanda va inoltrata all’INPS esclusivamente per via telematica è possibile, però, avvalersi dell’aiuto di un Patronato.
Il riscatto, oneroso, è a carico del richiedente. Un’ultima cosa: la presentazione della domanda non implica alcun obbligo a versare l’onere di riscatto; per cui, io consiglio sempre di presentare la domanda e poi valutare la convenienza del riscatto una volta venuti a conoscenza dell’onere.
* www. tuttoprevidenza.it

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