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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Il mare, la nonna e le bambine

di Monica Borettini -

14 aprile 2019, 17:17

Il mare, la nonna e le bambine

I raggi del sole sono sciabole lucenti tra i rami fitti dei pini. Vanno al mare le bambine. Col prendisole bianco di pizzo e un secchiello per ciascuna.
La nonna le segue: porta una grande sacca che contiene i teli e i panini. Petula esclama: c'è anche la coca cola brava nonna! Shht, se lo sapesse la mamma, aggiunge Shuna!
E ridono con quella risata che sa di felice complicità fra quei passi, pochi in realtà, che separano la pineta dalla spiaggia. La sera prima hanno cantato con la nonna al pianoforte mentre il buio si tingeva d'argento veleggiando nel profumo del mare e le note di canzoni liberate a squarciagola .Resteranno due mesi a Forte dei Marmi e piangeranno quando torneranno in città. Ma lo faranno in segreto: guai se la mamma e il papà le vedessero!
Sono piccole le bambine ma hanno già capito che per avere quella porzione di felicità occorre pagare un tributo: strette come sono nel vangelo genitoriale dove regole ferree impongono loro cena alle 18, nanna alle 21 e sveglia alle 6. Sempre con la stessa tata fidata. Poi la scuola. La danza, i compiti, il catechismo. A volte se la tata trova il tempo, un cinema. Raramente in pasticceria... non fa bene ai denti. Meglio i detestabili piatti che cucina la tata. Durante l'inverno che sembra non voler mai finire, oltre i fragili cristalli di neve che a volte lasciano sciogliere nelle manine hanno desiderato a lungo questa pausa estiva. Il calore della nonna Beatriz. Pregano, la sera prima di coricarsi che la tata torni presto al suo paese a vedere i suoi di bimbi e così loro potranno partire per il mare. Allontanarsi dalla villa di via Solferino dove non vedono mai il sorriso della loro madre. Caterina è molto impegnata e ben si accompagna al babbo che è più gelido dell'inverno. Caterina crede che essere nata da una madre spagnola, e da un padre italiano, entrambi musicisti e sognatori le abbia aperto più possibilità ma pure imposto dei doveri. Doveva per forza controbattere la giocondità dei genitori. La loro mancanza di piedi ancorati al suolo. Inoltre le due lingue l'hanno costretta a pensare per due. In due modi e mondi diversi. Caterina non ama che le bambine stiano troppo con la nonna.

Ma loro spesso affermano sottovoce che da grandi andranno ad abitarci dalla nonna. L'abbracciano e dicono: non ci lasceremo mai! Lasceranno la città invece, i genitori così silenziosi di cenere grigia e correranno verso la casetta sull'albero, piena di bambole, nel boschetto dietro casa. Sì, di corsa, verso le mani che le hanno riscaldate, che terranno sui loro cuori. Anche ora che la nonna non si può più muovere nel suo letto di dolore. A loro volta, hanno 4 bambine che giocano tra i cespugli del giardino e si arrampicano sulla quercia dove ancora esiste la casetta di legno. Petula e Shuna non lasciano un istante Beatriz e si alternano al suo capezzale. Mentre l'una prepara le conserve per l'inverno e osserva le bimbe, l'altra pettina i capelli della nonna e le massaggia le gambe muovendole ritmicamente. La nonna sorride, fa loro posto nel suo silenzio. Poco lontano la risacca scandisce il tempo di un amore che non finisce.