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IL VINO

Brunello di Montalcino Giodo 2013, tutto il buono del Sangiovese

di Andrea Grignaffini -

16 aprile 2019, 19:08

Brunello di Montalcino Giodo 2013, tutto il buono del Sangiovese

Carlo Ferrini lo si può definire un uomo cardine nel mondo del vino italiano anche se ora i nomi dei wine-maker non sono così di moda come anni fa. Eppure tanto del successo della Toscana nel mondo è stato anche opera sua. Tutto inizia dal suo luogo di nascita, Firenze, per poi allargarsi all’amore incondizionato verso la Toscana nata dalla sua profonda e appassionata cultura data anche dalla laurea alla Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Firenze nel 1978. Inizia come agronomo la sua attività presso il Consorzio Vini Chianti Classico che gli permette di approfondire e maturare una illimitata preparazione territoriale ed enologica sul Chianti e in particolare sullo studio del Sangiovese. Tanto da portarlo ad approfondire e sperimentare come grande esperto i vari cloni arrivando con le sue ricerche al «Chianti Classico 2000».
E così arriviamo al Brunello di Montalcino Giodo. La sua storia inizia nel 2001 in cinque ettari di prezioso terreno individuato dopo anni di ricerca nella zona di Sant’Angelo in Colle: è qui che Carlo Ferrini impianta il «suo» Sangiovese. Un vitigno totem nella sua lunga carriera di agronomo ed enologo. Un’annata abbastanza regolare la 2013, in cui le viti di Podere Giodo, strategicamente posizionate nella zona sud-est della DOCG e perfettamente esposte, non risentono delle precipitazioni abbondanti che caratterizzano la primavera e traggono notevole beneficio dalle temperature elevate ma non eccessive dell’estate. La vendemmia si è così potuta condurre nella prima settimana di settembre. Questi gli «ingredienti» del Brunello di Montalcino Giodo 2013 (90 euro in enoteca), che si appalesa di un rosso rubino intenso con tocchi granato. Il naso mostra i profumi tipici del Sangiovese: rose di rovo e viole e frutti di bosco nella loro fragranza originaria. Le note di vaniglia e tabacco dolce accennano con eleganza al lungo passaggio in legno, ben due anni e mezzo in tonneaux, seguiti da 18 mesi di affinamento in bottiglia.