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Il Bugiardino dei libri di Marilù Oliva- "Portami dove sei nata"

16 aprile 2019, 14:15

Il Bugiardino dei libri di Marilù Oliva-

AUTRICE: Roberta Scorranese

EDITORE: Bompiani

ANNO: 2019

Composizione ed eccipienti:

“Portami dove sei nata” è, come dice il sottotitolo, “Un ritorno in Abruzzo, terra di crolli e miracoli.” Non è facile raccontare le luci e i chiaroscuri di una regione tanto affascinante dove convivono tradizioni antiche negli usi e nel lessico della sua gente, ma la Scorranese vi è riuscita benissimo, grazie a un’arte narrativa che ricorda l’andamento fabulistico delle storie di Isabel Allende. Magistrale la gestione di un tempo che si dilata e si restringe, con flashback in un passato oscillante tra gli anni Quaranta e Settanta, spezzati però dalle incursioni nel presente di chi torna nell’epicentro delle storie – storie che poi si irradiano anche nei territori circostanti: Valle San Giovanni, un paese del teramano dove le vicende della comunità, dipanate a partire dalla tribù degli Scorranese, diventano paradigma dell’uomo stesso e il lettore le segue con occhi incantati, rapito da formule magiche, incuriosito dai cibi tipici – brodo, timballi e i tagliatelli - e dai segreti delle famiglie i cui membri sono caratterizzati da nomi che costituiscono un’indimenticabile mappatura demografica: lu Re, Cesira di Cucù, Giosafatte, Giggino di Canzino, Commara Vincenzì.

Un’opera prima dove, però, si percepisce chiaramente che la Scorranese è avvezza da tempo alla scrittura, come dimostra la sua carriera di giornalista. Un tesoro di 200 pagine dove storia e cultura si intrecciano con disinvoltura e dove l’invidia, quella pesta e malevola, si sconfigge con metodi tradizionali come l’olio su un piattino e una litania magica, dove la cerimonia dello svestimento delle pannocchie acquisisce sapore liturgico e dove esistevano clan matriarcali diretti da donne coperte di scialli che conoscevano a menadito le piante o aggiustavano i danni perpetrati dai loro uomini. Il tutto raccontato con una lingua ricchissima, portentosa e fluida, densa di dialettismi, cosparsa di onomatopee e colloquialismi. Una saga familiare che vi riconcilierà, volenti o nolenti, coi vostri natali.

Indicazioni terapeutiche:

* Chi soffre di nostalgia paralizzante (nostalgia che impedisce tuttavia di trovarvi rimedio)

Consigliato a tutti, benefico per:

* Chi vuole proteggersi dall’ammidia (invidia).

* Chi ha paura delle case storte

* Chi si fa ingannare dai rumori

Controindicazioni:

Questo libro non è adatto a chi non è mai salito su un’altura, anche piccola

Posologia, da leggersi preferibilmente:

Facendo molta attenzione ai terremoti e ai loro rumori umani.

Effetti indesiderati:

Vi verrà il desiderio immenso di tornare là da dove siete venuti.

Avvertenze:

Conservare di fianco ai volumi di Ignazio Silone e Donatella di Pietrantonio.

Pillole:

1. «Stalla. Buio appena rischiarato dalle feritoie. L’umore degli agnelli appena nati. Un lamento chiama un altro lamento e il belato dell’uno copre quello dell’altro. Quanti saranno? Duecento. Per ora, perché tra qualche mese figlieranno anche le pecore più giovani e allora non basterà nemmeno la stalla vicina».

2. «Ora, a Valle tutti sapevano, però, per una fatale mancanza di lessico appropriato, nessuno riusciva a parlarne in famiglia perché nessuno era in grado di dare un nome alla faccenda e così ognuno si era fatto un’idea personale di quello che era successo».

3. «Alle tre e trentadue ogni cosa lasciò il proprio posto: case, macchine, persone, armadi, piatti. Il mondo cominciò a saltare come per un ordine impartito de una divinità capricciosa eppure familiare. Tutto si ruppe e tutto andò a ricomporsi altrove in altra forma, bestiale, demoniaca: i palazzi storici crollarono sulle proprie fondamenta secolari e le macerie formarono un gigante grigio».

L’autrice: Roberta Scorranese è nata a Valle San Giovanni, in provincia di Teramo. Vive a Milano. Giornalista, lavora al Corriere della Sera dove si occupa di temi culturali e di attualità.

Il Bugiardino è una farmacia virtuale dove i libri vengono trattati come preziosi rimedi per i nostri mali. Ideato e curato da:

Marilù Oliva vive a Bologna, dove scrive e insegna lettere alle superiori.

Ha pubblicato con HarperCollins il thriller "Le spose sepolte"

Per Zanichelli ha co-curato l’antologia “I Promessi Sposi” (2019)

Con Elliot è uscita la Trilogia della Guerrera, seguita, nel 2015, dalla Trilogia del Tempo, di cui Questo libro non esiste (2016) ha vinto il Premio Scerbanenco dei Lettori. I suoi romanzi sono di ambientazione noir, con uno sguardo particolare verso alcuni aspetti sociali e verso quelle persone che l'autrice definisce "categorie non protette" (precari, anziani, folli, disillusi e sognatori) e con un procedimento investigativo attento, che però resta in secondo piano rispetto all'indagine umana. Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità. Ha curato due antologie patrocinate da Telefono Rosa: Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio (2013) e Il mestiere più antico del mondo? (novembre 2016), progetti nei quali ha coinvolto autori come Maurizio de Giovanni e Dacia Maraini.

Collabora con diverse riviste, tra cui Huffington Post, ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.it

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