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Traffico di cuccioli, 3 misure cautelari e perquisizioni

Operazione"Crudelia" dei Cc Forestali, altri 11 indagati

17 aprile 2019, 12:51

Traffico di cuccioli, 3 misure cautelari e perquisizioni

I carabinieri forestali di Reggio Emilia hanno eseguito tre misure cautelari di divieto di dimora e di espatrio, nell’ambito di un’inchiesta con altri 11 indagati che ha scoperto una presunta associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, falsità in atti e truffa.
 I provvedimenti dell’operazione "Crudelia", dal nome della cattiva del film 'La Carica dei 101' arrivano da un’indagine del 2017 a seguito di controlli su strada e sequestri di centinaia di cuccioli di cane di razze pregiate, introdotti illecitamente in Italia.

Perquisizioni e sequestri a carico degli associati e di ulteriori 11 indagati, effettuati presso abitazioni ed esercizi commerciali nelle province di Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna, La Spezia, Grosseto, Bergamo e Monza.

Il giro d’affari dell’organizzazione si aggirava sui 500 mila euro annui.

I destinatari delle misure restrittive della libertà personale, consistenti nel divieto di dimora in nove regioni del centro-nord Italia e nel divieto di espatrio, sono tre soggetti, di cui una donna di ventinove anni (E.I. nativa di Praga e residente a Reggio Emilia) con il ruolo di promotrice dell’organizzazione e, nel ruolo di “partecipi”, il coniuge della stessa (P.A. di trentasettenne anni con origini napoletane e residente a Reggio Emilia) ed il padre di lei, di cinquantaquattro anni (E.W. cittadino della Repubblica Ceca).

I provvedimenti giudiziari scaturiscono da un’indagine avviata nell’anno 2017 dai Carabinieri Forestali della Stazione di Reggio Emilia a seguito di varie denunce a carico dei tre soggetti sorpresi, durante controlli su strada, a trasportare in auto cuccioli di cani di varie razze pregiate, con modalità inidonee a garantirne il benessere, ovvero stipati nella parte posteriore dei veicoli, senza cibo né acqua. Si trattava, in particolare, del trasporto di cuccioli di Bulldog francese, Maltesi, Chihuahua e Shiba-inu provenienti da Paesi dell’Est-Europa, sottratti prematuramente alle cure materne, privi di sistemi di identificazione (microchip), passaporti, libretti sanitari e vaccinazioni. I controlli su strada, effettuati nel corso degli anni, sia dalla Polizia di Stato che dall’Arma dei Carabinieri, hanno condotto al sequestro penale a carico degli odierni indagati di ben 129 cuccioli di cane illecitamente introdotti nel territorio nazionale.

L’interesse investigativo sulla vicenda si è acuito a seguito di esposti e querele presentate da diversi acquirenti di cuccioli nel reggiano che riferivano di decessi o malattie dei cani, presumibilmente causate da omesse vaccinazioni. Trattandosi di condotte reiterate e riconducibili agli stessi soggetti, le indagini dei Carabinieri Forestali si sono inizialmente orientate all’individuazione dei luoghi presso cui venivano collocati gli animali in attesa delle vendite, nonché di eventuali ulteriori auto usate per il trasporto e delle utenze telefoniche utilizzate dagli indagati per gli annunci su siti internet finalizzati alla ricerca di clienti interessati all’acquisto. 

In particolare, la ventinovenne, che gestiva l’organizzazione, provvedeva al rifornimento dei cuccioli in Slovacchia, consultando i siti internet locali, contattando gli inserzionisti e pattuendo il numero, il prezzo e le modalità di consegna dei cuccioli. A seguire,  pubblicava gli annunci su siti internet nazionali per la vendita dei cuccioli in Italia, li vendeva ai privati che la contattavano ed effettuava le consegne. Il coniuge si occupava, invece, dell’approvvigionamento dei cuccioli effettuando numerosi viaggi in Slovacchia, da solo o insieme ad altri indagati, per il ritiro degli animali precedentemente ordinati dalla moglie; inoltre acquistava e compilava, falsificandoli, i libretti veterinari da fornire ai clienti, effettuava le vendite presso la propria residenza, in zone limitrofe ed anche in altre località emiliane, quali Calenzano, Sasso Marconi e Barberino di Mugello, gestendo una rete di vendita, composta da diversi soggetti i quali a loro volta rivendevano i cuccioli, sia come rappresentanti di esercizi commerciali sia come privati attraverso la pubblicazione di annunci su internet. Il padre si occupava , principalmente, dell’approvvigio-namento dei cuccioli effettuando viaggi in Slovacchia, da solo o insieme ad altri indagati, per il ritiro degli animali precedentemente ordinati dalla figlia, trasportandoli presso la residenza di Reggio Emilia e partecipando alle vendite.

A causa dell’assenza di cure veterinarie, delle precarie modalità di trasporto e l’età dei cuccioli, oltre al reato di traffico illecito di animali da compagnia, sono stati contestati i reati di maltrattamento di animali e detenzione degli stessi in condizioni incompatibili. Esami radiografici effettuati, nel corso delle indagini, sugli animali sequestrati hanno incontestabilmente accertato l’età degli stessi inferiore a quella dichiarata (alcuni di essi non avevano neanche un mese di vita).