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A Veterinaria è scattata l'operazione di microcippatura

Iniziativa gratuita avviata per incoraggiare all'uso dell'anagrafe degli animali da affezione

di Monica Calamandrei -

18 aprile 2019, 16:46

A Veterinaria è  scattata l'operazione di microcippatura

Cinquanta gatti microcippati in sole 4 ore. E ricorrendo alla sedazione soltanto per uno di loro. L’iniziativa «Porte aperte al microchip» realizzata per il secondo anno consecutivo dal Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, insieme all’Ordine dei Medici veterinari e al Comune di Parma, ha riscosso davvero un grande successo. Sabato mattina, approfittando della straordinaria apertura della clinica veterinaria di via Del Taglio, tanti parmigiani hanno deciso far microcippare gratuitamente il proprio gatto. Così, fin dalle prime ore del mattino, si sono messi pazientemente in fila con il proprio animale formando una lunga coda ancora prima che aprisse la struttura.

«Il microchip per i gatti di proprietà privata non è ancora obbligatorio come invece è per i cani – spiega l’assessora al Benessere Animale Nicoletta Paci – ma è uno strumento di tutela importantissimo perché oltre a permettere il ritrovamento del proprio animale smarrito, rappresenta uno dei migliori sistemi di identificazione ad oggi disponibili».

La procedura è molto semplice e quasi totalmente priva rischi. Il microchip, un dispositivo di vetro biocompatibile di dimensioni molto ridotte (grande come un chicco di riso) viene introdotto in modo non invasivo né doloroso attraverso una semplice iniezione tra l’orecchio e la spalla sinistra del gatto.

Questo strumento è dotato di un codice individuale che grazie all’inserimento nell’anagrafe degli animali d’affezione consente di identificare nome e l’indirizzo del proprietario. «E in alcuni casi, se il gatto si perde, può davvero fare la differenza» aggiunge il presidente dell’Ordine dei medici veterinari Alberto Brizzi.

«Con il nostro operato consentiamo ai parmigiani non solo di microcippare gratuitamente il proprio gatto – spiega il direttore del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma Giacomo Gnudi - ma anche di svolgere tutte le procedure necessarie per iscriverlo all’anagrafe».

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