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MOTORI

Arona, Ibiza e Leon a tutto gas: il senso di Seat per il metano

Il futuro sarà elettrico, ma il presente in chiave ecologica è il gas. Scopriamo la gamma TGI di Martorell

di Lorenzo Centenari -

18 aprile 2019, 20:19

Arona, Ibiza e Leon a tutto gas: il senso di Seat per il metano

MADRID (Spagna) Un futuro elettrizzante, un presente «a tutto gas». Seat nella mobilità a emissioni zero investe eccome (vedi El Born concept, Salone di Ginevra), tuttavia oggi come oggi ha tra le mani una tecnologia come il metano troppo efficiente per non essere applicata alla sua intera gamma (o quasi). Dopo lo stop produttivo nel 2018 causa test di omologazione WLTP (consumi misurati in condizioni di guida reale), Ibiza TGI torna alla carica e trascina con sé la sorellona Arona, che proprio sulla stessa piattaforma è costruita, e che conquista così il titolo di prima auto a metano ad essere anche un Suv.

A OGNUNO IL SUO
Ibiza e Arona a «gassificare» il 3 cilindri turbo benzina da 1 litro di cilindrata (il noto 1.0 TSI di matrice Volkswagen), Seat Leon che a sua volta frequenta il corso di aggiornamento, e al gas naturale accoppia il 1.5 TSI, prepensionando il più piccino ed energivoro 4 cilindri da 1,4 litri. Martorell e il metano, uno sposalizio destinato non soltanto al ruolo di traghettatore verso l’auto elettrica. Filosofia rispetto alla quale l’alimentazione bi-fuel è assai più pratica (sul territorio nazionale si contano oltre 1.300 stazioni di rifornimento, con l’Emilia Romagna nelle vesti di regione capofila), ma anche più economica, e probabilmente (visti i costi di ricarica di un electric vehicle) non solo al momento dell’acquisto.
Quale altro carburante ammette percorrenze di 100 km con soli 3 euro e 50 centesimi? Nessuno, oltretutto sia la coppia Ibiza-Arona, sia la compatta Leon (anche in variante familiare ST), in formato bivalente assicurano ora un grado di autonomia di 360 km nel primo caso, di oltre 400 km nel secondo.

UNA BOMBOLA IN PIU'
Questo grazie a una particolare architettura che ha permesso agli ingegneri di stivare sotto il divanetto posteriore una bombola di gas supplementare, preziosa riserva che si aggiunge ai due serbatoi sistemati sotto il piano di carico. La capacità cresce così rispettivamente a quota 13,8 kg (Ibiza e Arona) e 17,7 kg (Leon), senza nemmeno sottrarre al bagagliaio una quota eccessiva: a essere sacrificato è circa il 30% di spazio verticale. Il «giacimento» di gas naturale è agli sgoccioli? Il motore pesca automaticamente dalla mini-tanica di benzina da 9 litri, garanzia di altri 100 km di indipendenza.
Col metano Seat, si va lontano e non si va nemmeno piano: la perdita di potenza è minima, 5 Cv il gap col 1.0 TSI da 95 Cv, idem sul 1.5 TSI 130 Cv, associato anche al cambio automatico DSG a 7 rapporti, anziché al più classico manuale a 6 marce. Col CNG (Compressed Natural Gas) by Seat, infine, ci si pulisce la coscienza anche da scrupoli ecologici: le emissioni di CO2 calano del 25% rispetto a un benzina, quelle di NOx del 75% rispetto al diesel. La diffusione del biometano (carburante ricavato dai rifiuti organici) non farà altro che legittimare il titolo di combustibile «green» che il gas si è già comunque guadagnato.


Si parlava di prezzi: Ibiza TGI da 16.530 euro (al lancio, in promo a 15.400 euro), Arona TGI da 18.800 euro (17.900 euro), infine Seat Leon TGI da 24.400 euro (23.050 euro). «Bomboloni» a bordo di ciascun allestimento, dal popolare Reference ai ricchi Xcellence ed FR. La risposta del mercato non dovrebbe farsi attendere.