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GATTATICO

Maxi truffa di stoviglie: denunciato dai carabinieri

19 aprile 2019, 16:44

Maxi truffa di stoviglie: denunciato dai carabinieri

Un primo contatto per tranquillizzare la vittima e poi l’incontro e un consistente ordine di stoviglie da pagare con fattura a 90 giorni da intestare a una ignara azienda di cui millantava essere il titolare. In questo modo un astuto truffatore ha raggirato un’azienda della provincia di Prato acquistando in un unico ordine, mai pagato, ingenti partite di stoviglie per un controvalore di circa 120.000 euro. Un colpo che potrebbe essere la punta di un iceberg di una più ampia condotta truffaldina su cui ora si stanno concentrando le indagini dei carabinieri di Gattatico a cui la responsabile dell’azienda il commerciante raggirato ha sporto denuncia. Nelle more che le indagini facciano piena luce sul giro d’affari truffaldino i militari di Gattatico, a conclusione delle relative indagini, con l'accusa di truffa hanno denunciato alla Procura reggiana un 50enne napoletano. Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri di Gattatico l’uomo nel settembre dell’anno scorso effettuava un importante acquisto di stoviglie del valore complessivo di 120.000 euro (piatti di plastica, bicchieri, forchette, tovaglioli, shopper bio etc…) da un’azienda della provincia di Prato. La consegna della merce avveniva in tre trance presso lo stesso stabilimento dell’azienda raggirata ad opera del truffatore che provvedeva al ritiro delle stoviglie che dovevano essere pagate, come da accordi, a 90 giorni con fattura da emettere a favore di quella che lui spacciava essere la sua azienda: una ditta del bolognese completamente estranea agli acquisti. Quando l’azienda bolognese, a cui sono poi giunte le fatture, ha eccepito la estraneità agli acquisti, l’azienda della provincia di Prato, legalmente rappresentata da un’imprenditrice reggiana, materializzato di essere stata raggirata si rivolgeva ai carabinieri di Gattatico formalizzando la denuncia. Nelle mani dei carabinieri pochissimi elementi: un nome e un cognome inesistente, una ditta bolognese realmente esistente ma ignara della truffa e due utenze telefoniche usate dal truffatore risultate intestate a persone inesistenti. Apparentemente un colpo perfetto se non fosse che i carabinieri di Gattatico hanno indirizzato le indagini sull’unico elemento in loro possesso: la descrizione dettagliata del truffatore. Attraverso la ricostruzione di un identikit e l’osmosi informativa  con gli altri reparti dell’Arma dei Carabinieri, i militari di Gattatico hanno indirizzato  le attenzioni investigative su un profilo rispondente al truffatore sia per corrispondenza somatica che per analoghi precedenti commessi in altre realtà provinciali italiane. A carico del sospetto, un 50enne napoletano, i carabinieri acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità tra cui il certo riconoscimento, in sede di apposita seduta di individuazione  fotografica, ad opera della vittima e dei dipendenti dell’azienda raggirata che avevano avuto a che fare con lo stesso. Alla luce degli elementi raccolti il 50enne veniva denunciato per truffa.