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IL TEST

Alfa Romeo Stelvio, il lato sportivo del Suv

La dinamica dello sport utility del Biscione con il 2.2 turbodiesel resta orientata alle prestazioni: handling (e consumi) da berlina

23 aprile 2019, 17:09

Alfa Romeo Stelvio, il lato sportivo del Suv

Dopo l'apparizione del concept Tonale al Salone di Ginevra l'attenzione mediatica si è spostata verso il futuro sport utility compatto del Biscione. Però il «maschio Alfa» dei Suv rimane Stelvio, 469 centimetri di design e sportività, una presenza che non passa inosservata a due anni dal debutto.

Ce ne siamo accorti testando la versione 2.2 Turbodiesel (190 Cv) con cambio automatico ZF a 8 rapporti e trazione integrale. Che la si lasci al parcheggio o si sfili in tangenziale, Stelvio fa ancora presa grazie ai due principali ingredienti di un'Alfa Romeo: il carattere del design (resta affascinante il frontale, anche quando sono solo i fari a fare intuire la silhouette al buio) e la sportività della dinamica.

Al volante dell'unità a gasolio meno potente di quella del lancio le sensazioni di grande sportività per tre motivi: lo sterzo straordinariamente diretto, una tenuta di strada da berlina (del resto questo telaio regge la cavalleria infinita della Quadrifoglio...) e la spinta da trazione posteriore perché il sistema Q4 «on demand» sposta la motricità all'asse anteriore solo quando è necessario. Risultato: la trazione integrale consente di affrontare l'off-road non estremo con disinvoltura, su asfalto le vibrazioni sono molto positive, non sono lontane da quelle di Giulia, con cui condivide la piattaforma e rispetto alla quale è più alta da terra di soli 7 centimetri, mantenendo il baricentro abbastanza basso.

Un appunto semmai va fatto alla ruvidezza sonora del quattro cilindri, soprattutto a freddo, mentre sia accelerazione che ripresa sono appaganti. Così come la frenata molto potente e le cambiate rapide (anche senza ricorrere ai generosi paddles) sono il sigillo a un Suv che non chiede altro di essere guidato. Discreti i consumi considerando mole e prestazioni: la media reale (incluso il traffico cittadino) è di 13 km con un litro complice un ottime coefficiente aerodinamico.

Nella vita di tutti i giorni, invece, si apprezza il baule ampio del quale si sfruttano bene i 525 litri (poco intuitiva invece l'apertura elettronica con l'ingombrante chiave-telecomando) il comfort delle sedute, felice compromesso fra sportività e comodità.

Dove Stelvio è ancora qualche gradino dietro alla concorrenza tedesca è nell'infotainment e nella strumentazione. Nella fascia di prezzo del 2.2 (a seconda delle versioni e degli optional parliamo di una fascia fra 50 e 60mila euro - si potrebbe pretendere qualcosa di più. A.T.

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SECONDO NOI
PREGI
Design Probabilmente il più bel Suv in circolazione. Davanti e dietro
Handling Nessuna incertezza: cambi di direzione rapidi e assenza di rollio in curva. E con il tasto Dna si cambia anima in un click. Frenata Sempre efficiente, anche dopo qualche «maltrattamento»
Cambio Rapido e dolcissimo
DIFETTI
Infotainment Ci sono interfaccia più avanzati in circolazione
Manovre Il raggio di sterzata e la mole obbligano a lavorare un po' quando si parcheggia