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nuova vita

Liberiamo San Francesco del Prato: la corsa generosa della raccolta fondi

24 aprile 2019, 08:01

Liberiamo San Francesco del Prato: la corsa generosa della raccolta fondi

Tanto maestosa quanto sobria. Imponente quanto semplice. San Francesco del Prato diventerà presto la casa di tutti, luogo di culto e della comunità. Procedono secondo la tabella di marcia i lavori di restauro e procede incessante, grazie alla generosità di tanti, la raccolta fondi.

Diverse le iniziative messe in campo dal Comitato per San Francesco del Prato: opportunità per tutte le tasche in modo da dare a tutti la possibilità di diventare protagonisti di questa straordinaria rinascita.

I cittadini potranno contribuire con donazioni dirette, sentendosi davvero parte di un’opera così significativa. E per i donatori più magnanimi il Comitato ha pensato un omaggio particolare: un cofanetto contenente uno snodo delle sbarre carcerarie della vecchia prigione. Uno «scrigno» che racconta un pezzo di storia.

Durante la prima fase di lavoro dell’attuale restauro, iniziata nell’autunno del 2018, si è dato avvio all’opera di eliminazione dalla facciata delle inferriate del carcere, che da oltre 200 anni deturpavano, in più punti, la facciata del complesso architettonico. I tronconi di grata sono stati accuratamente disposti all’interno di cofanetti, numerati uno ad uno, oltre che accompagnati da un opuscolo con il racconto della storia della chiesa, foto suggestive, frasi francescane e il certificato di autenticità che garantisce la provenienza certa e l'unicità delle sbarre. Un cordino, simile al cingolo che indossano i frati e fissato con ceralacca marchiata, sigilla la confezione. Il cofanetto è stato realizzato con materiali volutamente poveri e con linee semplici che riflettono lo spirito francescano.

Realizzati in numero limitato, questi cofanetti saranno consegnati a coloro che avranno donato on-line un contributo di 200 euro o più, e che per la loro particolare generosità potranno ricevere questo segno di gratitudine dal forte valore simbolico.

Non manca molto al traguardo. Il gioco di squadra ha già dato grandi frutti. Consistente la convergenza di intenti tra istituzioni (amministrazione comunale e provinciale, Università, Fondazione Cariparma, Teatro Regio, rappresentanti del mondo politico di tutti gli schieramenti), sponsor economici importanti, sponsor tecnici (maestranze comprese) e Stato (che con l’Art bonus consente la deducibilità in 3 anni del 65% di quanto si versa).

La raccolta fondi, ad oggi, ha raggiunto 3,5 milioni di euro, grazie all’intervento di Fondazione Cariparma, che ha già messo a disposizione 2 milioni di euro, Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, Famiglia Chiesi, Barilla, Faac e di numerosi altri partner. Per terminare l'opera si attende la generosità di tutti coloro che hanno a cuore la «rinascita» della chiesa. k.g.

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