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Le donne, l'attesa, la forza: «E' tardi!» di Eduardo Savarese oggi al Palazzo del Governatore

Opera lirica, protagoniste ricche di vita e poesia: viaggio fatato incontrando la Callas e le altre divine

di Chiara Cacciani

03 Dicembre 2021,13:12

Attendono, le donne. Amore, giustizia, verità. La morte anche, come fine del dolore. Attendono, le donne del melodramma: da Cio-Cio-San a Norma, da Lucia di Lammermoor ad Elektra, un coro a sette voci e sette storie che diventa paradigma del femminile in «E’ tardi!», il libro edito da Wojtek che ha la penna maschile di Eduardo Savarese, magistrato, scrittore e melomane.
Libro di difficile definizione e di affascinante raffinatezza, sarà presentato oggi alle 17 all’Auditorium del Palazzo del Governatore all’interno della rassegna «Opera aperta». L'autore dialogherà con Alice Pisu e Antonello Saiz.
Dall'«E' tardi!» di Violetta Valery di fronte al compimento del suo destino, il volume è rilettura della vicenda umana delle protagoniste – una per capitolo - a cospetto del tema centrale dell’attesa: pazienza, speranza, fede, tenacia, rinuncia e infine, su tutte e sempre, la consapevolezza del cuore.
Ma è anche un invito, di volta in volta, a prendersi un altro tempo: quello di abbassare la pagina ed immergersi nelle voci – ma pure in specifiche bacchette d’orchestra - attraverso appassionati consigli di ascolto digitabili sul pc.
Facendo emergere i timbri, la pronuncia, la partecipazione scenica e l’empatia di Maria Callas – qui la più amata – o Renata Tebadi, Monserrat Caballè o Mirella Freni.
«Nella musica, come nell'amore, si deve essere soprattutto sinceri»: cita Verdi, Savarese. E lo pratica. Non è dunque un caso che il libro ricostruisca tra le sue pagine anche una sorta di piccolo memoir: la generosità di un racconto per aneddoti e per riflessioni che l'autore si e ci concede sull’amore, sul desiderio di amare e di essere amati, sulle discese, sui rimorsi e sulle svolte dei rapporti amorosi. E poi indagando la propria relazione con il femminile.
Partendo dall’esempio di una madre insofferente alle regole confezionate dal mondo patriarcale e sempre pronta a intonare arie e destini delle donne della lirica.
Anche quando è tardi. Tardi per tornare indietro, per andare avanti, per continuare lungo un tempo inutile. Controtempo - anzi- rispetto alla dignità del cuore.
 

© Riproduzione riservata

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