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Aida, figlia di due mondi

Aida, figlia di due mondi

18 Marzo 2022,13:38

L’Istituto Nazionale di Studi Verdiani è partner scientifico della mostra del Museo Egizio di Torino che celebra il 150° anniversario del debutto di Aida.

Da Parma materiali prestati dall’INSV e dall’Archivio di Stato

 

L’Istituto Nazionale di Studi Verdiani prende parte, in qualità di partner scientifico, alla mostra “Aida, figlia di due mondi” inaugurata il 17 marzo 2022, con cui il Museo Egizio di Torino celebra il centocinquantesimo anniversario del debutto di “Aida”, avvenuto al Cairo il 24 dicembre 1871 e alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872. L’INSV ha dato il suo contributo agli studi pubblicati nel catalogo, ai testi approntati per la mostra e all’esposizione stessa con il prestito di alcuni documenti, riproduzioni fotografiche, bozzetti e altri materiali di sua proprietà. Di particolare importanza, tra questi, i libretti originali stampati per la prima rappresentazione di Aida al Cairo, in lingua arabo-egiziana, francese e italiana, e la bobina di microfilm realizzata nel 1971 su richiesta dell’INSV, unica riproduzione di documenti il cui originale è andato perduto nell’incendio del Teatro dell’Opera del Cairo. La bobina conserva in particolare i carteggi intercorsi tra Draneht Bey, direttore del Teatro cairota all’epoca del primo allestimento di “Aida”, e Giuseppe Verdi, Auguste Mariette, burocrati, agenti teatrali, funzionari, scenografi e costumisti. I microfilm furono richiesti per la preparazione di un fascicolo della collana “Quaderni dell’Istituto di studi verdiani” curato da Saleh Abdoun, in occasione del primo centenario di Aida. Poco dopo l’invio della bobina, nell’ottobre del 1971 il Teatro dell’Opera del Cairo venne distrutto da un incendio.

 

Durante la conferenza stampa di presentazione della mostra, Alessandro Roccatagliati, direttore del comitato scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, ha ricordato Mario Medici, fondatore dell’INSV che favorì l’acquisto dei materiali prestati, e Pierluigi Petrobelli, direttore scientifico dell’Istituto fino al 2012, che promosse una pubblicazione su figurini e bozzetti prodotti per diversi allestimenti di Aida: «Questa mostra è una tappa per noi fondamentale di un lavoro iniziato molto tempo fa, che proseguirà con altri obiettivi, tra cui, nel giro di un anno, la pubblicazione del carteggio tra Verdi e il librettista di “Aida”, Antonio Ghislanzoni».

La mostra, curata da Enrico Ferraris – egittologo del Museo Egizio –, in collaborazione con il direttore del Museo, Christian Greco, rimarrà aperta fino al 5 giugno 2022. Il percorso espositivo esplora l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque, spaziando tra opera, teatro, egittologia, storia, letteratura e cinema. La genesi dell’opera viene ripercorsa attraverso documenti, memorabilia, reperti, lettere e spartiti provenienti da 27 tra archivi e musei di tutta Europa, dal Louvre all’Archivio di Stato di Parma.

Main partner dell’esposizione è l’Archivio Storico Ricordi, mentre l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani e il Teatro Regio di Torino sono i partner scientifici. Per informazioni sulla mostra: www.museoegizio.it, info@museoegizio.it.

© Riproduzione riservata

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