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E il papà di Don Camillo saltò in sella e «partecipò» al Giro d'Italia

E il papà di Don Camillo saltò in sella e «partecipò» al  Giro d'Italia

Sarà presentato domenica alle 17,30 in libreria Fiaccadori, il nuovo lavoro di Enrico Brizzi «Il fantasma in bicicletta» sottotitolo «All’inseguimento di Giovannino Guareschi»: (Ed. Solferino, 742 pagine, euro 22) un libro sulle orme di quel «Giro d’Italia», limitato al nord, che il papà di Peppone e don Camillo fece nel 1941 e che fornì materiale per un singolare reportage di viaggio al Corriere della sera.
Brizzi non è nuovo a questi straordinari racconti «on the road», per dirla con gli americani. Stavolta, però, il suggerimento di ripercorrere le orme della «Dei superleggera» di Giovannino, è figlio del lockdown. Sì, perché l’Enrico, di suo, stava progettando un nuovo viaggio in direzione Mar Nero, per completare il «tour» dei limes dell’Impero romano. Chiuso in casa, è stato salvato dalla voce di Guareschi: «Questa volta – scrive Brizzi in quarta di copertina – non erano don Camillo e Peppone a tenermi. Era la voce stessa dell’autore, un uomo scomparso nel 1968 eppure capace di imporsi come qualcuno che ti ritrovi di fronte dall’altra parte del mondo, e specchiandosi nei tuoi occhi ti racconta le sue storie con un accento che ti parla di casa, dei tuoi cari che non rivedrai mai più si questa terra, del sempre e del mai più».
Ecco l’ispirazione, il desiderio di ripercorrere, con diverse «licenze stradali» il viaggio guareschiano lungo la Via Emilia e ritorno oltre il Po, accompagnato, a turno, dalla mezza dozzina di «Forzati della strada» che viaggiano loro pure a pedali, apparentemente senza stancarsi.
Proprio come Brizzi che da questo personalissimo «Giro d’Italia» (Guareschi lo aveva chiamato così, proponendolo all’allora direttore del «Corriere» Aldo Borelli) ha tratto un reportage proprio per il supplemento «Sette» dello stesso «Corriere» e oggi un volume singolare, nella scrittura e nella lettura. Il libro si apre con una simpaticissima biografia di Giovannino, scritta con toni davvero guareschiani; poi il racconto del perché e del percome si sia deciso di intraprendere il viaggio, che in certi momenti, pur partendo da Milano, arrivando a Rimini e ritornando attraverso Verona e i laghi, lascia la Via Emilia per passare da Busseto, Roncole, Brescello, Guastalla, Comacchio, Venezia e via discorrendo.
Insomma un nuovo «Giro d’Italia» che sarebbe piaciuto a Giovannino (visto che passa per casa sua, per la Bassa e per il paese di Peppone e don Camillo) e che affascina anche i lettori, tante pagine che si leggono come un romanzo, alternando gli appunti di viaggio con la storia di «Giovannino senza paura», come la definisce il figlio Alberto nel sito dell’archivio di «Casa Guareschi»: facendosi accompagnare dal «Fantasma in bicicletta»!

Egidio Bandini

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