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Come dare un aiuto concreto ai gatti  del nostro Appennino 

Come dare un aiuto concreto ai gatti  del nostro Appennino 

di Rose Ricaldi

13 Novembre 2021,10:57

Associazioni: L'appello di «C'era una volta una gatta»
  

Seguiamo le colonie feline di 16 Comuni del nostro Appennino, e quello che stiamo attraversando ora è un momento davvero difficile...». 

A parlare è Adriana Cabrini, volontaria di «C’era una volta una gatta», associazione animalista che opera nella Valtaro e nella Valceno portando cibo, accudimento e cure ai mici abbandonati di quelle zone che, come sottolinea la stessa Adriana, sono sempre di più e sempre più bisognosi; «Ed i cuccioli sono in aumento a causa delle mancate sterilizzazioni – sottolinea -: quelle che l’Ausl ci mette a disposizione, infatti, non sono purtroppo sufficienti. Abbiamo urgente bisogno di un supporto in questo senso perché non sappiamo più come fare, per non parlare poi dei gatti che necessitano di degenza o di stallo: non sappiamo davvero più dove metterli...».

 La Cabrini si sofferma in particolare sulla situazione della Valtaro: «A Bedonia, ad esempio, ci stiamo occupando di un centinaio gatti, moltissimi con problematiche che richiedono cure. Noi volontarie, e fra queste cito Sandra Serpagli, facciamo tutto il possibile, spesso e volentieri facendoci carico personalmente delle spese, ma, come dicevo, adesso ci troviamo seriamente in difficoltà. Per questo chiediamo ai Comuni che ci diano una mano mettendoci almeno a disposizione un numero maggiore di sterilizzazioni per poter così cercare di contenere il numero di mici randagi». 

A Bardi Susanna Corazzo, presidente di “C’era una volta una gatta”, ha costruito a proprie spese, insieme al marito, l’oasi felina “I mici del Monastero” in cui offre rifugio ad oltre 200 gatti e 13 cani, e sempre a proprie spese sterilizza i felini delle colonie, cura gli animali ammalati, allatta i cuccioli abbandonati e cerca per loro una famiglia. Per raccogliere fondi, Susanna ha attivato due raccolte online, una all’indirizzo www.teaming.net/imicidelmonastero e l’altra su www.teaming.net/c-eraunavoltaunagatta , ma la cifra fino ad oggi raggiunta è ben poca cosa rispetto alle tante, troppe uscite economiche per aiutare quei quattro zampe di cui altrimenti nessuno si curerebbe.

«Abbiamo bisogno di tutto: cibo, medicinali, antiparassitari - prosegue la Cabrini -... Chiunque volesse darci una mano, oltre a fare una donazione tramite le nostre raccolte fondi, può contattarci tramite i miei numeri, 335/6681255 e 329/2115264. Come se non bastasse, poi – conclude -, in quest’ultimo periodo si è aggiunta un’altra preoccupazione che riguarda segnalazioni di sparizioni di gatti da Case Dolfi, Cavazzola, Solignano, per citare alcune zone. Non so cosa pensare...».
 

© Riproduzione riservata

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