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Spostare Giuseppe Verdi in stazione?

Ridare dignità al monumento a Verdi

Perché il monumento dedicato a Giuseppe Verdi non è tornato nella sua posizione originaria in stazione? Un gesto che avrebbe ridato un senso al tessuto monumentale cittadino. Siamo ancora in tempo o è troppo tardi?

Ridare dignità al monumento a Verdi
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Alla nuova stazione appena inaugurata manca il suo monumento più importante, quello dedicato a Giuseppe Verdi e parzialmente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi è relegato in un angolo infelice di piazzale della Pace. Ricollocarlo in prossimità della posizione originaria sarebbe soprattutto un gesto etico.

Il monumento dedicato a Giuseppe Verdi – o meglio, quel che resta del complesso originario – meriterebbe una seria riflessione, troppe volte procrastinata – un po’ per indolenza, un po’ per cecità, un po’ per ignoranza – sulla sua collocazione in città.

Da anni, come tutti sanno, è relegato in un angolo infelice, per diversi motivi, di piazzale della Pace. E proprio per questo dovrebbe essere pensato in quello che era il suo luogo originario: davanti alla stazione. Nella nuova mastodontica stazione, infatti, c’è di tutto, ma non il monumento a Verdi. Ricollocarlo in stazione non sarebbe un triste esercizio di nostalgia, ma la volontà esplicita di ricostruire il tessuto monumentale di Parma.

A Firenze, sempre durante i bombardamenti della seconda guerra, i nazisti in fuga distrussero, tra gli altri, il Ponte Santa Trinità. I fiorentini lo ricostruirono immediatamente “com’era e dov’era”, grazie a una meticolosa analisi delle fotografie e al ripescaggio in Arno delle pietre che erano andare distrutte dalle bombe. Cosa simile accadde per il Teatro Farnese in Pilotta: recuperati i disegni, e le poche parti ancora intatte, l’allora sovrintendente decise di ricostruirlo esattamente come era prima della tragedia, almeno nella sua prodigiosa meraviglia architettonica. I due esempi citati, il ponte a Firenze e il teatro a Parma, non solo sono due monumenti originali dell’epoca – fatte salve le integrazioni imprescindibili – ma sono anche due monumenti contemporanei che testimoniano la capacità di resistere e vincere il Male – in questo caso la guerra – e ricostruire la civiltà.

Per questo sarebbe doverosa una riflessione più approfondita sul valore civico che il monumento dedicato a Giuseppe Verdi porta in seno. E una sua nuova collocazione nel faraonico complesso della stazione – cosa che doveva essere fatta in fase di progetto. Ma ormai i giochi sono fatti. Dunque tutto ciò è impossibile? O Forse, guardando i grandi spazi e i grandi prati ricavati in zona stazione, siamo ancora in tempo?

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  • Giancarlo

    07 Maggio @ 02.31

    egregio signor Sommi, non dimentichi se può anche questo fatto. grazie parmigiani, date un mana firmate. anche questa é la nostra storia https://www.change.org/p/sindaco-di-parma-riportiamo-a-parma-la-documentazione-dell-archivio-di-stato www.luigiboschi.it/content/riportiamo-parma-un-patrimonio-di-inestimabile-valore-la-documentazione-dellarchivio-di-stato

    Rispondi

  • gigiprimo

    24 Maggio @ 14.07

    vignolipierluigi@alice.it

    dicevano: cosa fatta, capo ha ! purtroppo chi comandava in quel tempo ha fatto la 'cosa' e oggi è inutile cercare soluzioni, l'ara è in quell'angolo di prato, Potevano girarlo, posizionandolo in parallelo con la facciata della stazione, con una base di fontane, non certamente come quelle esistenti, coprendo le spalle rivolte al Partigiano con una fila di alberi 'nostrani'. Naturalmente andrebbe rivista via Verdi con il contributo delle importanti ditte sempre 'nostrane' e ce ne sono che potrebbero pagare per avere il loro marchio in quest'opera ! rivedere il progetto della giunta Vignali. Ops ho nominato il diavolo, eh sig. Sommi ?! firmato: Don Camillo, remember ? il quartiere provò a chiedere quell'operazione (girarlo) risposero che costava troppo !

    Rispondi

    • 24 Maggio @ 19.42

      Gentile Don Camillo (?) se avessi avuto il potere di cambiare alcuni progetti architettonici le assicuro che l'avrei fatto. Gentili Renz e Margherita, sono d'accordo sul fatto che lo sviluppo urbanistico e architettonico di una città dovrebbe dare la precedenza al tessuto monumentale esistente: purtroppo in Italia non accade mai (non cito esempi, sarebbe una lista troppo lunga). Luca Sommi

      Rispondi

  • RENZ

    23 Maggio @ 09.54

    R E N Z

    Grazie Sommi per sollevare l'argomento. Secondo me, a questo punto, Piazzale della Pace è meglio dello STU per il monumento a Verdi. Basterebbe ricollocare l'ara dello Ximenes. invece che obliqua in un angolo di P.le della Pace, (com'è stata gettata nel dopoguerra dopo la DEMOLIZIONE dell'esedra, danneggiata solo di striscio dalle bombe) collocandola in posizione più centrale e prospettica. I contrafforti della Pilotta sono uno sfondo più suggestivo per la Città e per il Maestro, che non i poco significativi edifici dello STU.

    Rispondi

  • Margherita

    23 Maggio @ 09.34

    Il monumento a Verdi era originariamente collocato davanti alla maggior porta d'accesso della città, ossia la stazione, in modo da celebrare immediatamente, anche ai viaggiatori in transito o in arrivo, una delle maggiori glorie del nostro territorio. Ora le porte d'accesso al centro cittadino, quello più frequentato dai turisti per intenderci, si sono notevolmente differenziate e la stazione ferroviaria non è sicuramente tra quelle principali. Collocare quel che rimane dell'antica, monumentale opera commemorativa in un contesto defilato, connotato da una architettura moderna dedicata a transiti rapidi, frequentato prevalentemente da persone di passaggio, lontano dalle rotte turistiche seguite tradizionalmente dai visitatori, mi sembra ulteriormente penalizzante rispetto alla sede attuale. Quel che si dovrebbe fare, a mio avviso, è ri-qualificare tutto il contesto di piazzale della Pace/ Pilotta: ridarebbe dignità non solo al Maestro, ma a tutto il nostro importante patrimonio artistico e culturale che in questi anni è stato lasciato in balia del degrado più totale. Se vogliamo puntare anche sul turismo per dar fiato alla nostra economia, facciamo in modo di salvaguardare, curare, valorizzare quel che di bello ed attraente ancora offre il nostro centro storico: ne trarremo beneficio anche noi cittadini.

    Rispondi

  • RENZ

    23 Maggio @ 08.29

    R E N Z

    Grazie Sommi per sollevare l'argomento. Secondo me, a questo punto, Piazzale della Pace è meglio dello STU per il monumento a Verdi. Basterebbe ricollocare l'ara dello Ximenes. invece che di "sgaidone" là in fondo, (com'è stata gettata nel dopoguerra e si dovrebbe fare un'indagine per attribuire la responsabilità per la DEMOLIZIONE dell'esedra, danneggiata solo di striscio dalle bombe) collocandola in posizione più centrale e prospettica. I contrafforti della Pilotta sono uno sfondo più suggestivo e significativo per il Maestro, che non i brutti edifici dello STU.

    Rispondi

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