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"Effetto Maratona"

Momenti che ricorderete per sempre.

"Effetto Maratona"
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Non è facile poter descrivere in poche parole cosa si prova prima dello "start" di una qualsiasi gara podistica e sopratutto di un maratona, penso che la realtà di quei momenti sia e rimanga sempre dentro di noi e quelle sensazioni con la S maiuscola siano da vivere come attimi fuggenti ma con la consapevolezza di esserci stato.

Prima della partenza esiste un mondo che per chi non corre è difficile forse comprendere ed immaginare, un mondo fatto di manie, atteggiamenti, riti, scaramanzie che tutti insieme formano un momento che pur essendo breve sembra durare tantissimo.
Quella attesa è fatta di tante parole e di racconti spontanei, un momento che io amo chiamare "Effetto Maratona".
Le maratone alle quali ho partecipato sono quattro, tutte diverse tra loro per difficoltà del percorso e caratteristiche ambientali ma gli sguardi nei minuti prima dello sparo si accomunano, ogni genere di podista, veloce, medio o lento, diventa uguale all'altro e tutti indistintamente si uniscono in un unico obiettivo, percorrere i fatidici 42 km e 195 metri e tagliare il traguardo portando a casa la medaglia come un trofeo irrinunciabile e che racchiude dentro di se il valore dei sacrifici che sono stati fatti per ottenerlo.
Perché mi piace chiamarlo "Effetto Maratona"?
Provo a spiegarvelo, prendendo spunto dalla mia esperienza e da quella di tanti amici che hanno assunto le sembianze del classico podista che decide di provare la distanza per la prima volta e che viene coinvolto in un processo di cambiamenti incredibile e che a volte, per chi non corre, ha del paradossale e può far pensare alla follia.

Migliaia di persone, uomini e donne di ogni genere di età, con le scarpe da corsa e con un numero di pettorale, una vicino all'altra come fossero dei puledri stipati dentro una recinzione, manca ancora circa una mezz'ora prima che venga dato lo start della partenza e mille parole e racconti si intrecciano ma tutti portano ad una conclusione e causa comune. 

Le prime frasi che sentirete, i primi commenti e le prime domande che riceverete saranno tutti incentrati sulla prestazione e le ambizioni agonistiche : "Tu a quanto vai al Km?", "Io penso di mantenere una andatura regolare e proverò a tenere i 5 minuti al Km per chiuderla in 3 ore e 30 ma sarà molto difficile", "Partiamo insieme? poi vediamo come va, io pensavo di farla in progressione ma ho paura del muro al 30° Km!!!", "Mi accontenterei di arrivare in fondo, è la mia prima maratona e l'importante è finirla.", "Soffro sempre di crampi e speriamo che questa volta non mi costringano a ritirarmi.", "Sono reduce da un infortunio ma ho voluto presentarmi al via comunque per provare a mettere in bacheca la mia quinta medaglia!" , queste sono solo alcune ma l'elenco sarebbe molto più lungo.

Quello che diventa un argomento di dialogo molto diffuso, prima della partenza, (forse il più comune) è la scelta dell'abbigliamento e delle scarpe per la distanza che, negli ultimi mesi prima del giorno fatidico, assume un valore essenziale per il podista maratoneta che cerca dettagliatamente di assumere informazioni tecniche in ogni rivista specializzata e sito internet di campioni ed atleti famosi cercando di testare e capire quale sia la calzatura migliore in proporzione al suo peso e alla sua andatura e sentirete frasi del tipo: "Le ho provate tutte ma per me le A3 super ammortizzate sono l'ideale per queste distanze", "Io sono molto leggera e preferisco le A2, mi agevolano la "rullata", "Sto utilizzando da mesi le calze sportive a compressione graduata e mi trovo molto bene in quanto mi sento più sereno e mi aiutano a tollerare lo sforzo intenso e prolungato".

Vedrete attrezzature e abbigliamenti di ogni genere, da quello con cintura piena di borracce a confezioni di gel energetici pinzati con le spille da balia, da tenute tecniche super attillate a maglie e pantaloncini larghi e ingombranti e poi guanti, cuffie, scalda collo, occhiali e ultimo grido le calamite fissa pettorale!
Molti partono ben coperti, sopratutto nelle maratone invernali, per poi liberarsi degli indumenti "a perdere" durante il tragitto.
Il settore cronometri e GPS deve essere citato a parte in quanto è sicuramente lo strumento irrinunciabile per tutti i maratoneti e che terrà traccia dei km percorsi, del tempo impiegato, del ritmo al km e della media sostenuta, tutti dati ai quali nessuno vorrà farne a meno e che faranno parte della soddisfazione finale per poi consultarli e confrontarli con amici e parenti e parlare di come è andata dopo 10 km, dopo la mezza maratona, al fatidico trentesimo e alla fine dei 42.

Altro tema molto gettonato è quello sulla alimentazione e le tabelle di allenamento: se il carico glicemico deve essere fatto o meno il giorno o la sera prima dello sparo, per non parlare dei gel o barrette energetiche durante il tragitto e se e come assumerle , ogni quale distanza, se bere solo della semplice acqua o assumere dei sali minerali o addirittura magnesio e potassio ecc..ecc..
Il mondo intrinseco delle "Tabelle di Allenamento" invece è un duello tra podisti a colpi di : "Mi sono allenato 4 mesi e per 5 giorni alla settimana con quella tabella che ho scaricato da internet." , "Avevo poco tempo con il lavoro e la famiglia e quindi ho optato per 3 allenamenti a settimana, un medio , una prova di ripetute e il lungo al sabato o alla domenica".
Manca ormai poco al momento della partenza, chi saltella sul posto, chi continua a fare stretching, chi ha lo sguardo fisso e cerca di concentrarsi, chi continua imperterrito a fare foto e a metterle in tempo reale su Facebook , l'adrenalina continua a salire e per qualcuno, soprattutto ai novelli, il momento diventa abbastanza stressante e non si vede l'ora di correre, correre e solo correre e finalmente dare un significato a tutti i sacrifici degli allenamenti fatti per presentarsi, chi più e chi meno, pronti per l'evento.

Comincia il conto alla rovescia e gli ultimi dieci secondi sembrano lunghissimi e poi "ecco" lo sparo e Go! Go! Go!
Le gambe nei primi km cominciano a girare lentamente per la confusione e l'affollamento fino ad arrivare al ritmo ideale quando il gruppone di atleti si dirada nella logica delle cose e come sempre qualcuno andrà più forte di voi e qualcuno più piano.
Mi ripeto ma credo che per chi corre, l' "Effetto Maratona" è un virus che vada necessariamente provato, ne sarete colpiti anche voi e saranno momenti che ricorderete per sempre!!!
Godetevi a pieno la vostra Maratona e tutti i momenti successivi all’arrivo e quelli del dopo gara, saranno momenti indimenticabili che vi permetteranno di apprezzare quanto di buono ed esclusivo avete fatto.
Se potrete immortalare con delle foto la vostra immagine con gli amici e la vostra medaglia al collo, avrete un valore e un ricordo inestimabile, non per la medaglia in se per se, ma per l’immenso valore che nasconde.

Un maratoneta.

 http://www.tvparma.it/Programma/speed-runner

 

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Quella attesa è fatta di tante parole e di racconti spontanei, un momento che io amo chiamare "Effetto Maratona".
Le maratone alle quali ho partecipato sono quattro, tutte diverse tra loro per difficoltà del percorso e caratteristiche ambientali ma gli sguardi nei minuti prima dello sparo si accomunano, ogni genere di podista, veloce, medio o lento, diventa uguale all'altro e tutti indistintamente si uniscono in un unico obiettivo, percorrere i fatidici 42 km e 195 metri e tagliare il traguardo portando a casa la medaglia come un trofeo irrinunciabile e che racchiude dentro di se il valore dei sacrifici che sono stati fatti per ottenerlo.
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Quello che diventa un argomento di dialogo molto diffuso, prima della partenza, (forse il più comune) è la scelta dell'abbigliamento e delle scarpe per la distanza che, negli ultimi mesi prima del giorno fatidico, assume un valore essenziale per il podista maratoneta che cerca dettagliatamente di assumere informazioni tecniche in ogni rivista specializzata e sito internet di campioni ed atleti famosi cercando di testare e capire quale sia la calzatura migliore in proporzione al suo peso e alla sua andatura e sentirete frasi del tipo: "Le ho provate tutte ma per me le A3 super ammortizzate sono l'ideale per queste distanze", "Io sono molto leggera e preferisco le A2, mi agevolano la "rullata", "Sto utilizzando da mesi le calze sportive a compressione graduata e mi trovo molto bene in quanto mi sento più sereno e mi aiutano a tollerare lo sforzo intenso e prolungato".

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