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Dilettanti, dramma e delinquenti (entrambi in senso ovviamente limitato allo sport), disastro, domani....

Ci sarà da sbizzarrirsi a lungo, con i titoli incentrati sulla D. Dato atto ai cugini reggiani di avere ieri imbroccato una felice ironia (il D-day del Parma), ora si tratta di affrontare con grande serenità questo ritorno a un passato lontano ormai 45 anni. Ovvero da quel 24 maggio 1970 nel quale il Parma, vincendo 1-0 sul campo dello Snia Varedo (rete di Casini), vinse il campionato di serie D nel quale era piombato dopo il fallimento del Parma A.S. e la successiva fusione con la Parmense. 

Era impensabile, allora, il sogno che si sarebbe realizzato esattamente 20 anni dopo, raggiungendo una serie A che - cosa ancor più impensabile - ci saremmo poi goduto per un quarto di secolo, con la sola eccezione di un anno nel purgatorio della B.

Le foto e gli articoli delle raccolte della Gazzetta ci dicono quanta festa possa esserci intorno al calcio anche in serie D. Ci dicono quanto entusiasmo ci fosse in quella squadra crociata guidata in panchina da Stefano Angeleri. Ci raccontano la squadra dei "Barducci; Grulla, Piaser...", che era allora il nostro incipit quando le formazioni si imparavano ancora a memoria (Sarti, Burgnich, Facchetti.......Cudicini, Anquilletti, Schnellinger......).

Una squadra non priva di nobiltà, da Orazio Rancati (l'Orazio da Morbegno de' nobili Rancati negli articoli di colore di Corrado Corti) al libero Caleffi, elegante perfino negli sgambetti da ultimo uomo, al più grande e sfortunato campione del nostro calcio: quel Bruno Mora che dopo il gravissimo infortunio che lo tolse al Milan e alla Nazionale, quando era una delle ali destre più forti al mondo, ebbe l'umiltà di ripartire proprio dalla sua Parma per aiutare la squadra crociata in quella risalita di quarta serie.

Ma più di ogni altra, l'immagine che racconta quel Parma e la sua genuina dignità è la foto all'uscita dal campo, con il pallone della vittoria-promozione, di Ideo Bertozzi. E nel volto in bianconero del "fornaretto di San Lazzaro", c'è tutto l'orgoglio della missione compiuta da un artigiano del football che però in campo dava tutto.

Ecco: dopo gli anni dei colori scintillanti, delle coppe, delle trasferte europee, non ci dispiacerebbe se il nuovo Parma ripartisse ispirandosi a quella foto in bianconero......

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  • Biffo

    24 Giugno @ 17.48

    Gabriele, anche se forse un poco fuori tema, io mi ricordo che, tra il '60 ed il '63, quando frequentavo il Romagnosi, prima dei rientri pomeridiani, andavo a pranzare ad un albergo ristorante, il Fontana, gestito da un salsese, come me,il signor Viro Gragnani, nei pressi del Button. Qui avevano vito ed alloggio i calciatori del Parma di allora, mi pare in serie C. Alcuni, poi, passavano, con noi, qualche tempo al Bar Colombo, in Via Farini, quello che ora si chiama Bar delle Malve. Io ricordo in particolare il portiere, un romano, che ronzava parecchio intorno alle studentesse. Tu ti ricordi chi fosse?

    Rispondi

    • 24 Giugno @ 18.47

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Tra '60 e '63 avevo 2/5 anni, quindi ancora seguivo i crociati....da lontano. Ma un nome che ricordo nelle figurine degli anni successivi è Recchia, che credo fosse romano. Ovviamente, a quell'età, non sapevo se ronzasse intorno alle studentesse.....

      Rispondi

      • Biffo

        25 Giugno @ 03.22

        Caspiterina, Balestrazzi, ma sei un ragazzino, al mio confronto, hai l'età dei miei primi alunni a S. Polo d'Enza, anno scolastico '68-'69. Mi sarebbe piaciuto averti in un banco , mentre spiegavo qualche faccenduola di letteratura o di storia. Magari, poi, avresti potuto scrivere un pezzo di ricordi di scuola con il prof. Biffo, come Giovanni Mosca? Ti sei perso un pezzo della Parma vera, stupenda, calorosa, dai primi anni '50 fino ai 70. Quella fatta , abbellita e gelosamente conservata dai parmigiani indigeni, non quella odierna, sconciata e demolita da innesti parassitari esogeni.

        Rispondi

  • fernand

    24 Giugno @ 08.50

    questi sono i momenti migliori che servono come allora per crescere umilta' e sacrificio serenita' e voglia di fare pochi soldi ma tanto da dare, credo comunque che il contorno non sara' lo stesso, le generazioni cambiano le pretese sono diverse purtroppo e' il periodo del tutto ad ogni costo con arroganza e maleducazione. speriamo e mi auguro che non sia cosi'

    Rispondi

  • gulliver

    23 Giugno @ 19.49

    SE E' LA "D" CHE CI AVETE DATO, NOI LA FAREMO DIVENTARE LA PIU' BELLA "D" DEL MONDO!!!!!!!!! DIGNITA' AD OGNI COSTO SEMPRE E COMUNQUE!!!!!! SIAM PARMIGIANI!!!!!!!! GRAZIE GABRIELE ARTICOLO COME SEMPRE TOCCANTE E DEGNO DI PARMA. ABBONAMENTO SUBITO!!!

    Rispondi

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