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Bazzano: magia di presepi e accoglienza

Bazzano: magia di presepi e accoglienza
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C’è ancora poco tempo, ma ne vale la pena. La magia, questa volta, è davvero dietro casa. Se tra oggi e domani avete un paio d’ore, spendetele a Bazzano per un giro tra i 211 presepi realizzati dagli abitanti di questo piccolo paese del nostro Appennino. Sarà una boccata d’aria buona: non solo per i polmoni, ma anche per lo spirito. Io ci sono andato sabato, in ottima compagnia; erano anni che avrei voluto farlo, ma l’indolenza delle feste ha sempre preso il sopravvento. Quest’anno mi sono deciso, ed è stata una bella sorpresa. Avevo letto che si consigliava la visita col buio, e così ho fatto. Ora quello stesso consiglio è il mio.

Sabato sera, a Bazzano, c’era una nebbia densa, bassa, come non ne veniva da anni. Non si vedeva a un metro. C’era solo lì, perché in città, e fino a Traversetolo, nemmeno l’ombra. E neanche poco più in su. Ho subito pensato di non aver scelto il giorno ideale, invece mi sbagliavo. Già avvicinandosi al paese, attraversando le prime frazioni, dalla nebbia e dall’oscurità riaffiorano le prime natività: giochi di luci e di fantasia che come una stella cometa indicano la direzione. Si arriva poi in piazza, dove c’è una casetta di legno con una luce accesa; dentro, la mappa dei presepi, qualche informazione, un libro dei pensieri e la cassetta per le offerte. Già qui, ti riappacifichi con le cose belle del mondo; sarebbe un attimo portare via quella manciata di monete, eppure nessuno lo fa, pur non essendoci alcun controllo. È una cosa della comunità, di tutti, senza che ci sia scritto da nessuna parte. Non è scontato, in un tempo dove si ammazza per pochi euro e si tiene tutto, talvolta anche se stessi, sotto chiave.

Inizia il viaggio, a piedi, tra le tante natività. La passeggiata è guidata dalle luci dei presepi. Ogni volta che ne spunta uno dalla nebbia e dal buio, sembra la nascita di un’emozione nuova da scoprire. Gli allestimenti sono vari: tradizionali e rivisitati in chiave moderna, grandi e piccoli, realizzati da mani esperte, da veri artigiani o semplicemente da bambini fantasiosi. Sono tutti belli, nel loro essere unici. Poi ci sono quelli che ti dicono qualcosa in più. Tutti, però, superano il messaggio cristiano. Anche un ateo, o chi crede in un altro Dio, rimarrebbe estasiato di fronte a questo paesino che diventa la casa di centinaia di presepi, di migliaia di luci, di un grande messaggio di pace e accoglienza. È la casa di tutti, non solo in senso figurato. Alcune natività sono a casa della gente; è bello sapere di poter entrare in un cortile privato, senza dover chiedere permesso, perché sai di essere il benvenuto. È bello vedere un cancello aperto e un presepe, di fianco alla cuccia del cane. È bello sapere che qualcuno ti apre la porta di casa sua senza nemmeno guardarti in faccia, perché si fida di te. Senza allarmi o telecamere. Ti senti di condividere uno stesso mondo, ti senti che la paura e rassegnazione sono lontane, ti convinci ancora una volta che bisogna aprire e non chiudere. Abbassare le barriere e non alzarle.

Ognuno, a Bazzano, ma anche nelle piccole frazioni che lo circondano, ha realizzato un presepe secondo la propria fantasia, bravura e possibilità. C’è quello fatto tutto di pane, del panificio; quello di pasta, di fronte all’alimentari. Oppure quello dove bue, asinello, Maria e Giuseppe sono piccole moto giocattolo – non ricordo, ma forse anche Gesù bambino -: è la natività, e creatività, del Motoclub Bazzano.

C’è spazio per il mainstream, con il presepe dei Minions fatto da, e per, i bambini. La simbologia canonica cristiana e l’inconografia classica di una natività si perdono ma non perdono valore, perché si ricongiungono e si riconoscono nel sorriso e nell’abbraccio che queste piccole opere d’arte sanno regalare. C’è anche chi ha messo a disposizione una legnaia, vi ha accesso una luce, messo una poltrona e scritto “Ufficio di Babbo Natale”. Lì, che è sempre casa di qualcuno, ci si può sedere, riposarsi un po’ e scrivere una lettera a Santa Claus. Un desiderio, un sogno.

Il presepe più bello - perché ognuno, lasciato Bazzano, avrà il suo presepe preferito - per me è quello che c’è in via Costa, poco dopo il bar. Lo potete vedere nella foto, che sicuramente non è all’altezza. Ci sono due terre, un mare in mezzo, due bottiglie galleggianti che rappresentano barche; sotto c’è il fondale, con dei bambini. In quelle bottiglie, persone. E un messaggio, che l’autore riporta sopra il presepe: “Noi tutti siamo l’Umanità; nostro dovere primario è salvaguardare la Speranza di ogni singolo individuo”. Un messaggio di ieri, di oggi, di sempre. E non solo cristiano, ma umano.

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  • Anto

    06 Gennaio @ 20.52

    Bell'articolo davvero. Complimenti!

    Rispondi

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