Mors mea

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Non provo nemmeno a prendere una posizione nel dibattito che si è acceso sul nostro sito (un po' a sorpresa, perchè non sempre il web recepisce temi simili) sul suicidio assistito di Dominique Velati, con relativo corollario politico. Non prendo posizione perchè sento di dover rispettare ogni idea, su un argomento così complesso e a volte lacerante.

Ma se questo vale in generale, cioè nel senso che non imporrei a nessuno una legge che decida in un modo o nell'altro che cosa fare in "tutti" i casi in cui ci troviamo di fronte a un malato terminale, ho comunque una certezza che secondo me non può ammettere deroghe. Nessuno - e sottolineo nessuno - può pensare di avere più titoli per decidere della vita di una persona se non la persona stessa. Quindi, per ciò che riguarda la mia vita (e la mia morte), nessuno può avere titolo per contrastare una mia volontà di essere o non essere curato anche quando quella cura si palesasse ormai inutile.

E se io non fossi più in grado di farlo, nessuno potrebbe/dovrebbe avere titoli per farlo se non la mia famiglia. Non estranei, non medici, non politici, non religiosi (che pure resterebbero tutti liberissimi di mantenere le loro convinzioni).

La vita è per tanti aspetti meravigliosa. Ma solo chi la vive può sapere e disporre della propria: ognuno ha diritto alle cure che ritiene di voler avere fino all'ultimissimo battito, anche nelle condizioni più disperate e dolorose. Ma ognuno ha anche il diitto di poter scegliere se e quanto soffrire: non solo fisicamente, ma anche nella percezione di sè e del proprio impatto sugli altri.

Fui disgustato (e lo sono stato ancora oggi leggendo alcuni commenti) da certe  sentenze superficiali e - quelle sì - prive di pietà verso papà e mamma Englaro: comunque la pensiamo, chi di noi può davvero avere la presunzione di poter capire e giudicare quello che un papà e una mamma hanno provato per anni e in quei giorni? E penso a quante polemiche e cattiverie si sarebbero evitate se Eluana avesse potuto e in questo Paese ognuno potesse decidere in anticipo - proprio come da oggi accadrà per la donazione degli organi - della propria vita. Quella vita che non può essere di nessun altro...

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  • Enzo

    27 Dicembre @ 23.39

    È facile dire che uno sceglie (come gli organi), ma se poi lei cambia idea (un conto è prendere posizione da sano fumando la pipa davanti al camino, un conto è quando ti ci trovi davvero) e non è in grado di comunicarlo? E poi mi spieghi perché è un eroe chi va in svizzera a farsi ammazzare in ospedale, mentre chi si butta sotto un treno è un disgraziato: che differenza c'è? (E chi sceglie di vivere è uno sfigato, per 9 su 10 che la pensano come lei). Grazie.

    Rispondi

    • 28 Dicembre @ 07.40

      G.B. - 1) E' singolare che lei prenda in considerazione il possibile cambio di idea solo in una direzione: chi le dice allora che i tanti uomini/donne vissuti per anni in condizioni di assoluta impotenza non abbiamo dentro di sè invocato la morte? 2) In attesa che si inventi il modo per leggere nel pensiero a chi si trova in queste condizioni, ribadisco che l'unica persona che può decidere (per iscrittto) del mio destino sono io: non lei, no un medico, non un sacerdote. 3) L'ultima parte non riguarda il mio post: ma preciso ugualmente che non identifico nè eroi nè sfigati: rispetto le scelte di un tipo e le scelte opposte, e credo che nessuna possa essere elevata a obbligo collettivo. Ripeto: ognuno ha il diritto di decidere per sè, ed eventualmente di delegare le persone che possano farlo in sua impossibilità. E nel caso non fosse possibile, nessun estraneo può pensare di conoscere meglio il mio volere rispetto ai miei familiari. P.s. - Per qualcuno i "disgraziati" sono i genitori di Eluana, e questa è la più presuntuosa e arrogante opinione possibile.

      Rispondi

      • Enzo

        28 Dicembre @ 15.28

        1) prendo in considerazione solo quella perché, per come considero io la vita, penso che nel dubbio io propenderei per non uccidere 2) se fa finta di non capire, pazienza. io dico che chi si trova in queste condizioni non può decidere per iscritto, e la decisione che ha preso prima potrebbe volerla cambiare. anche altri sotto hanno scritto di testimonianze di gente che prima di star male aveva espresso il desiderio di eutanasia ma poi quando si son trovati lì per lì hanno scelto di vivere (non hanno avuto il coraggio, dite voi: qualcuno penserà anche che siano stati dei conigli. io penso invece che siano stati coraggiosi) 3) ho ben detto che non parlavo di lei ma parlavo di 9 su 10 che pensano come lei 4) io penso che i genitori di Eluana le abbiano tolto la vita e che togliere la vita sia sbagliato. il primo è un dato di fatto, il secondo è un'opinione. arrogante? non più di chi si arroga di poter scegliere di togliere la vita alla propria madre incosciente per non vederla soffrire

        Rispondi

        • 28 Dicembre @ 15.37

          G.B. - Le rispondo solo a 2. Non sono solito far finta di non capire: del resto, da chi si arrogherebbe il diritto di decidere sulla mia vita non posso stupirmi se ai arroga anche il diritto di giudicare e offendere chi non conosce.

          Rispondi

  • paolo

    24 Dicembre @ 19.39

    grazie balestrazzi,ha dato un lezione morale,e di giornalismo fuori dal comune,sono un tuo estimatore,mi hai bacchettato(giustamente)quando sono uscito dal seminato,reputo, aldila' della linea editoriale del giornale,che tu sia un giornalista con i veri attributi,dialogare con te,e con la tua redazione,e' un piacere,ognuno con le proprie idee,il pregio di un giornalista,come diceva CRONKITE(spero di averlo scritto giusto): fatti capire dal lattaio del oahio,e tu hai questa dote.auguri a te e a tutta la redazione.

    Rispondi

    • 25 Dicembre @ 07.40

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Troppo gentile (e spero che Cronkite non si rivolti nella tomba per l'ardito accostamento.....). Grazie davvero di cuore da me e da tutta la redazione. E naturalmente Buon Natale !

      Rispondi

  • Biffo

    23 Dicembre @ 04.09

    Balestrazzi, questa tua lettera di opinione è condivisibile, in toto, e costituisce, per me, il meglio di quanto si possa esprimere, da ogni punto di vista, filosofico, etico, laico,,religioso, pubblico e privato. Hai scritto cose che mi rimarranno scolpite nella mente e nel cuore, per sempre, ed hai dimostrato una misura ed una pacatezza veramente ammirevoli. Sei un uomo di qualità esemplari, scevro da conformismi sciocchi e da intellettualismi modaioli, un giornalista degno non solo dalla Gazzetta, ma del concetto stesso della nobile arte di informare, formare ed educare chi ti legge. Ti rinnovo, con grande stima per le tue qualità umane e professionali, i miei più sentiti auguri di Buone Feste, e, se me lo permetti, ti stringo la mano e ti abbraccio, anche se solo virtualmente. Ciao!

    Rispondi

    • 23 Dicembre @ 07.04

      G.B. - Troppo buono ! Grazie e auguri di cuore anche a te. Un abbraccio.

      Rispondi

  • Enzo

    22 Dicembre @ 21.17

    E se lei fosse in grado di intendere ma non di esprimersi, e la sua famiglia optasse per ucciderla per evitarle le sofferenze, e lei non fosse d'accordo, chi la tutelerebbe?

    Rispondi

    • 23 Dicembre @ 07.11

      G.B. - Mi ripeto: al primo posto c'è la volontà della persona, e non è difficile trovare il modo di farla esprimere (proprio come da oggi sarà per la donazione degli organi). Nel caso questa volontà non fosse stata espressa, credo che proprio la cultura che si batte per la tutela della vita sia la stessa che si batte per il primato della famiglia: quindi siete voi i primi a dirci che la famiglia sarebbe la prima entità cui delegare la decisione. A meno che non vi siano situazioni da codice penale, ma mi sembra una cosa piuttosto rara. E comunque temo che si giri intorno al problema per evitare la soluzione più semplice: a 18 anni ognuno scelga per sè, e così - ad esempio - nel caso di Eluana non avremmo avuto nè dubbi nè avvoltoi....

      Rispondi

  • Enzo

    22 Dicembre @ 21.13

    La sua è un'opinione (ha preso posizione chiaramente). Non tutti la pensano come lei, secondo me per fortuna.

    Rispondi

    • 23 Dicembre @ 07.14

      G.B. - La differenza è che io rispetterei qualunque altra scelta. Mentre non condivido chi ha la presunzione di voler scegliere per la MIA vita, o di poterlo fare con più titoli della mia famiglia. E comunque, anche rispetto alla famiglia, deve ovviamente prevalere la volontà del singolo.

      Rispondi

      • federicot

        24 Dicembre @ 14.46

        federicot

        C'è gente che sceglie per la tua vita ogni minuto e tu non lo sai. Ti illudi caro Balestrazzi di poter disporre della tua vita come credi.

        Rispondi

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