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il ristorante

Le Scalette - Pizza gourmet e buona cucina della tradizione


Le Scalette - Pizza gourmet e buona cucina della tradizione

Le Scalette non ci sono più. Portavano al terrazzo e poi al ristorante in quella che era la sua prima stagione. Ora siamo nella seconda, il terrazzo è diventato una veranda chiusa, mentre le scalette sono rimaste nel nome. Locale rinnovato e moderno: all’ingresso il bancone del caffè e un paio di tavoli, poi nella veranda riscaldata con stufe a pellet i tavoli col piano nero, sedie impagliate, tovagliette di stoffa, tovaglioli di carta. Controllo puntuale della certificazione verde, mascherine fino ai tavoli e subito il menu che propone piatti di carne e pesce secondo tradizione e pizze classiche e gourmet. Niente carta dei vini, ma scelta tra le bottiglie nella «cantina espositiva» all’ingresso: vari ripiani divisi per fasce di prezzo da 20, 30, 40 euro, mentre i vini della zona (lambrusco, malvasia, sauvignon) sono a 15 euro. Anche bottiglie da 0.20/0.35 cl.
La cucina, i piatti
La cucina è cambiata e non trovo più, accanto a qualcosa di tradizionale, i piatti degli inizi fantasiosi e ricercati, pieni di colori e di ingredienti, quasi barocchi. Ora il cuoco esercita il suo estro sulle pizze, ma non siamo qui per queste, mentre la lista dei piatti offre le preparazioni più comuni. Facciamo un’eccezione e per antipasto assaggiamo una pizza con farcitura gourmet. Sappiamo che, in tutti i locali che le propongono, non di pizze si tratta, ma di focacce farcite con cura e qualità. Lievitazione molto lunga, impasto leggero, alveolato, più croccante che soffice: ogni spicchio aveva pomodoro, pomodorini, olive taggiasche, stracciatella, capperi, clorofilla di basilico, carnose acciughe cantabriche per un risultato gustoso e equilibrato. Altri antipasti: coppa, culaccia, salame, porcini fritti, bresaola di bufala, polentina fritta con Gorgonzola. Ai primi, sono buoni i tortelli d’erbetta alla parmigiana serviti in una padella di alluminio: pasta morbida e dolce, quasi fondente, a custodire un ripieno generoso di ricotta e poi burro e Parmigiano in giusta misura. Meno bene, nonostante la ruffiana crema al Gorgonzola che li condiva, gli gnocchi di zucca troppo sodi, serviti anch’essi in padella. E ancora: tagliolini al tartufo, tagliatelle ai porcini freschi, anolini, risotto ai porcini, tortelli di zucca o patate. Ai secondi proposte di carne di cavallo: il classico pesto come da tradizione parmigiana o la, altrettanto tradizionale, “vecchia”; la tartara di fassona piemontese è condita con scaglie di tartufo; la punta di vitello al forno, come ci dice la volenterosa cameriera, “non è ancora pronta”; il roast-beef fatto nel controfiletto è tagliato molto sottile, servito a temperatura ambiente, morbido, rosa, senza condimento; cottura precisa e carne succulenta nella tagliata di fassona con rucola e Parmigiano. Qualche assaggio di mare: crudo di tonno, crudo di gambero di Mazara con tartufo; vaporata di mare, ravioli di pesce allo scoglio.
Per finire
Si chiude in molta dolcezza col cremosissimo tiramisù; col sorbetto al limone, che è in realtà quasi un solido semifreddo, con crema al mango; la zuppa inglese; il profiterol, la cheese cake. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 10-15; primi 10-16; secondi 14-20 (pesce 18-22); dolce 5-6. Menu non esposto, ingresso, bagni comodi, parcheggio nei dintorni.
Non mancate
Tortelli d’erbetta

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