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il ristorante

Società agricola Il Fagiano - Tutto il buono della tradizione con piccole variazioni

Tutto il buono della tradizione con piccole variazioni

La sala principale, ce n’è anche una più piccola e appartata, mantiene le colonne della stalla che fu: l’agriturismo le è cresciuto attorno, nel rispetto delle risistemate strutture antiche. Qualche stanza a locanda, ora non utilizzata, tavoli sotto il portico, la stalla per i bovini che si affaccia sulla corte e, poco più in là, la piscina quanto mai opportuna in questi mesi: tutt’intorno, la corona delle colline della valle del Taro e, più lontano, del Ceno. Si arriva alla località Fagiano, che dà nome al locale, prendendo la Fondovalle per Borgotaro e, dopo Selva stazione, svoltando a sinistra e seguendo indicazioni puntuali. Prenotazione gradita e accoglienza molto cordiale del patron che fa accomodare al fresco della sala protetta dai muri spessi, come usava una volta, e dall’aiuto dell’aria condizionata. Piccola carta dei vini a prezzi ragionevoli, con alcune etichette interessanti dalle regioni italiane e dalla nostra provincia.


La cucina, i piatti
Menu sostanzialmente di tradizione con qualche nota di interpretazione moderna come è sempre bene fare; il pane è quello di casa; la torta di patate (con soffritto e Parmigiano, coperta di guanciale) e le lasagne verdi sono i piatti del giorno. La torta fritta (in olio altoleico ottimo per friggere grazie all’alto punto di fumo) accompagna i salumi dell’antipasto ed è molto buona: dorata, gonfia, grande leggerezza e buon sapore. E’ perfetta con la dolce pancetta e il salame ben stagionato; col discreto prosciutto e l’ottimo spallaccio (Ruliano) meglio il pane di casa dal profumo di grano. Coi salumi anche polenta fritta. Altri antipasti: la tartara di Fassona piemontese ricavata dal controfiletto; sformatini di Parmigiano con generico aceto balsamico; olive taggiasche, pomodorini, spicchi di carciofi sott’olio. S’è detto delle lasagne come piatto del giorno ed allora eccole sul nostro tavolo. Sono con la pasta all’uovo verde di bietole, hanno ragù di Fassona piemontese, lieve strato di besciamella: sono un po’ asciutte e col sapore deciso della carne utilizzata. Molto cremosi invece i tortelli di patate, con abbondante e ricca crema di Parmigiano stagionato 30 mesi e speck che nasconde la farcia che si immagina gentile nella buona pasta all’uovo. E ancora gnocchi di patate rosse con porcini secchi; anolini di stracotto in brodo o in versione estiva con ragù di strolghino; ravioli di spalla cotta «dentro e fuori»; risotto Carnaroli al Castelmagno e prosciutto croccante che è un piatto sempre presente e specialità del cuoco. Ai secondi il roast-beef a temperatura ambiente; il rollé di Fassona con scaglie di Parmigiano e prosciutto; la tagliata, sempre di Fassona, dalla cottura precisa, il morso tenace, il gusto intenso; la carne salada; la punta ripiena di vitello al forno con buone patate arrosto.


Per finire
Le porzioni sono state generose, ma il gelato a fine pasto è un piacere che non va trascurato, specie se è di fiordilatte arricchito da ghiotte «parigine». E semifreddo all’amaretto, tortino al cioccolato. I prezzi: coperto abolito, antipasti 4-11; primi 9-11; secondi 11-14; dolci 4-6. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate
Torta fritta e spallaccio,

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