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'Migranti maltrattati sul set dell'ultimo film di Zalone'. Il produttore: 'E' falso'

La denuncia del Times of Malta smentita da produttore Valsecchi 

07 agosto 2019, 17:09

'Migranti maltrattati sul set dell'ultimo film di Zalone'.  Il produttore: 'E' falso'

Il sito online del Times of Malta denuncia «disgustosi trattamenti» su alcuni dei migranti-comparse sul set di "Tolo Tolo", il prossimo film di Checco Zalone, in lavorazione a Malta, parlando di comportamenti «razzisti».  Un’accusa respinta da Pietro Valsecchi, produttore con la Taodue, del film: «Cado dalle nubi. Ho letto l’articolo: si capisce chiaramente che è una montatura creata da una persona che è stata allontanata dal set. Le persone che lavorano con noi vengono trattate tutte allo stesso modo».

 Il quotidiano maltese in lingua inglese riferisce che «diversi membri della troupe» del film italiano si sono dimessi per protesta dopo aver assistito a «trattamenti disgustosi» su circa 70 migranti, tra cui 4 bambini, ingaggiati dalla produzione. Un gruppo di 60 persone, scrive il giornale, sarebbe stato lasciato «per sei ore al sole" e senza acqua a bordo di barconi in maxi vasche marine.  Anche la società di produzione maltese incaricata dalla produzione di fare da "service" per le scene di mare di "Tolo Tolo" ha negato ogni addebito, ma fonti governative hanno riferito all’ANSA che «la denuncia viene presa molto seriamente al più alto livello». 

«Le persone che lavorano con noi vengono trattate tutte allo stesso modo», ribadisce intanto Valsecchi precisando di aver «letto l’articolo del Times of Malta. Si capisce chiaramente che è una montatura creata da una persona che è stata allontanata dal set» aggiunge il produttore sottolineando di aver «sentito poco fa Zalone: è sereno. Le uniche tensioni sono legate allo sciopero delle troupe che sta creando disagi. Speriamo si risolva entro domani». 

Secondo le «molteplici fonti» citate dal media maltese, tra cui le maestranze «che si sono dimesse» ma anche «altri membri della troupe che continuano a lavorare alle riprese» ancora in corso, almeno quattro membri della troupe ieri avrebbero tenuto «circa 60 migranti, la maggior parte dei quali non sapeva nuotare, su un barcone per sei ore, sotto il sole» e «senza pause per la toilette» nonché «senza possibilità di adeguato riparo dal sole». «Una donna incinta ha avuto una crisi di panico, costringendo la troupe a sbarcarla» scrive ancora il quotidiano e riporta le parole di uno dei membri che si sono dimessi: «Le loro vite sono state messe a rischio. Mi sono sentito terrorizzato per la loro sicurezza». Un «un alto funzionario della produzione» si sarebbe inoltre rivolto ai migranti definendoli «idioti» e «feccia».