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Greta Thunberg, il film sulla attivista icona green

di Alessandra Magliaro -

12 novembre 2020, 12:21

Greta Thunberg, il film sulla attivista icona green

Ha chiesto di votare per Joe Biden e quando è stato eletto con ironia ha scritto a Donald Trump che l'aveva criticata pesantemente «Donald rilassati», usando le stesse sprezzanti parole del tycoon, ha sfiorato il nobel per la pace il mese scorso ed è tornata a promuovere in prima persona lo sciopero globale per il clima il venerdì così come in maniera del tutto solitaria aveva cominciato a fare giusto nell’autunno di due anni fa. Greta Thunberg ha solo 17 anni ma è riuscita a riportare l’agenda sul clima, le problematiche del global warming, lo sfruttamento delle risorse del pianeta, in cima alle priorità, soprattutto prima che la pandemia prendesse quel posto. Ed è diventata un’icona assoluta tra i giovani della sua generazione e non solo in Svezia dove è nata ma in tutta Europa e poi nel mondo. Una persona che, la si apprezzi o la si critichi, è eccezionale e alla quale un film di Nathan Grossman, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, destinato alle sale come evento e trasferito per le norme anti-Covid on demand dal 14 novembre (su Sky Primafila, Google Play, Infinity, Timvision, Chili, Rakuten TV, oltre a MioCinema e IoRestoInSala), rende omaggio evidenziando anche la sua incredibile caparbietà che è pari alle difficoltà incontrate finora. «Non sono la bambina arrabbiata che urla davanti ai leader mondiali, non sono come alcuni media mi rappresentano, sono una ragazza timida, studiosa, una nerd che ha a cuore il presente e il futuro del Pianeta e dunque anche il mio», ha detto Greta Thunberg tornando a frequentare il ginnasio dopo l'anno sabbatico, il 2019, in cui ha fatto cose che a metterle in fila sono davvero incredibili. Tutto è cominciato su un marciapiede davanti al parlamento di Stoccolma: tutti i venerdì  seduta con in mano il cartello 'Sciopero scolastico per il climà, Greta, facendo preoccupare moltissimo la famiglia, ha mostrato come da un’azione solitaria si possa fare moltissimo, diventando settimana dopo settimana catalizzatore per migliaia e migliaia di ragazzi. La videocamera la segue come un’ombra e documenta paure, notti insonni, digiuni, ansie, solitudine di una ragazzina alle prese con una cosa decisamente più grande di lei ma che proprio per caparbietà è riuscita fare, tetragona nella convinzione che bisognava andare avanti a tutti costi. Ecco Greta entrare nelle aule del potere globale - da Strasburgo alla Commissione Europea, dall’Eliseo francese all’Onu a New York - e camminare nelle strade insieme al movimento ispirato a lei Fridays for Future.

«La crisi del Covid ha colpito tutti, sconfiggere il virus è una priorità , non si possono gestire due crisi insieme: per questo le questioni ambientali, la lotta sul Climate Change è stata messa in pausa, invece dobbiamo capire che è urgente e non si può mollare se vogliamo avere un futuro», ha detto ribadendo il suo impegno, volutamente non più in prima linea. Nel documentario di Grossman, potente e istruttivo, la vita della bambina con le trecce che ha attraversato in barca a vela l’Oceano per arrivare da Plymouth a New York e andare a portare la lotta per il clima all’Assemblea generale dell’Onu, soffrendo di paura per il mare grosso, la solitudine (sono immagini eccezionali e anche molto private), viene riportata a quello che è : una straordinaria esperienza. «E' una responsabilità enorme quella che ho, è troppo grande per me» dice la bambina che è stata capace di dire ai leader del mondo «come osate? Ci avete rubato i sogni con quella favola della crescita eterna, invece non c'è più tempo per darci un futuro» ed è tristemente consapevole che 5 anni dopo gli accordi di Parigi sul clima i passi avanti sono minimi. «Mi riconosco nel film - ha ammesso - inizialmente ero preoccupata, Nathan era sempre con me, filmava tutto in silenzio durante oltre un anno, neppure mi ricordavo di lui, ad un certo punto ho pure dubitato che il suo fosse un lavoro professionale» (non c'era troupe di alcun tipo, solo Grossman con la sua videocamera ovunque, ndr). 


I Am Greta è dunque un ritratto completo, non solo la bambina con le trecce e la sindrome di Asperger minacciata persino di morte, sbeffeggiata da Trump e Bolsonaro, adorata dai ragazzi di tutto il mondo che con lei e in suo nome hanno fatto marce storiche, ma anche la Greta che abbraccia il suo cavallo e il cane Roxy, che scrive di notte i suoi discorsi cercando di migliorare tenacemente parola per parola, la bambina stanca che salta i pasti e che fa preoccupare i genitori.