TUTTI PAZZI A TEL AVIV

TUTTI PAZZI A TEL AVIV
  • Data di uscita:09/05/2019
  • RegiaSameh Zoabi
  • Cast:Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Maisa Abd Elhadi
  • Genere:Commedia

Trama

Salam è un trentenne che vive a Gerusalemme e lavora a Ramallah. È stato assunto da poco da uno zio come stagista sul set di una famosa soap opera palestinese, Tel Aviv on Fire. Ogni giorno, per raggiungere lo studio televisivo, deve passare dal rigido checkpoint israeliano, sorvegliato dalla squadra di militari del comandante Assi. Poiché la moglie di Assi è una grande fan della serie televisiva, e Salam si è spacciato per sceneggiatore, Assi esige di farsi coinvolgere personalmente nella stesura della storia.

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Il giudizio del nostro critico:

Vivere a Gerusalemme e lavorare a Ramallah. E passare di qua e di là, tra posti di bocco, militari che ti fermano e t’ispezionano, diversi punti di vista eccetera eccetera. È la vita di Salam, arrivato come consulente linguistico e culturale (grazie allo zio produttore) sul set di «Tel Aviv brucia», seguitissima soap opera palestinese ambientata poco prima della Guerra dei sei giorni.
Tutti i giorni Salam passa un check point per andare sul set. Solo che una volta viene interrogato dal comandante Assi e la sua vita cambia: perché si spaccia per sceneggiatore della soap mentre è l’ultimo garzone e perché la moglie del comandante è, di quella soap, una fan accanita. E il militare sfrutta la situazione pretendendo di mettere lo zampino nella sceneggiatura, che quindi cambia pelle perché ci entrano mani israeliane. Solo che è difficile, tra tutto, mettersi d’accordo sul finale. 
Sameh Zoabi sceglie i toni della commedia surreale per parlare di frontiere e territori occupati, di confini, di muri, di filo spinato, di ferite aperte e di passato e presente, delle spaccature e dei conflitti di ieri (il tempo raccontato dalla soap opera) che lasciano segni, pesanti, nella vita quotidiana di oggi: i check point e tutto il resto, le bombe, il dolore. Per parlare della convivenza difficile tra i due popoli, e di una quotidianità appunto surreale, inimmaginabile da fuori, da chi non la vive tutti i giorni e da chi non ne porta con sé tutte le cicatrici.
Zoabi lo fa con uno script brillante che cresce piano piano, tra battute e trovate divertenti, ben costruito intorno al set della patinatissima soap. Quel set e i personaggi che gli girano intorno diventano il mezzo attraverso cui raccontare l’incontro-scontro tra i due popoli, in una situazione che resta potenzialmente esplosiva e nella quale anche battute come «sei una bomba» vanno cambiate dagli sceneggiatori perché poco opportune. 
Intelligente, arguto, sagace, il film vince anche nella scelta dei toni e dei modi, che non devono apparire irriverenti. Forse uno script più asciutto avrebbe giovato, ma alla fine il gioco degli equivoci, il senso dell’assurdo e il crescendo funzionano, anche grazie ad attori che si dimostrano perfettamente in parte. Sui tutti il protagonista Kais Nashif, molto convincente nel suo spaesamento dinoccolato, e l’antagonista Yaniv Biton, il comandante Assi, a tratti davvero esilarante nel suo ruolo di co-sceneggiatore «preteso».
L.O.

GIUDIZIO ***

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