L'ANGELO DEL CRIMINE

L'ANGELO DEL CRIMINE
  • Data di uscita:30/05/2019
  • RegiaLuis Ortega
  • Cast:Lorenzo Ferro, Cecilia Roth, Luis Gnecco, Malena Villa
  • Genere:Biografico

Trama

Buenos Aires, 1971. Giovane, spavaldo, coi riccioli biondi e la faccia d'angelo, Carlos entra nelle case della gente ricca e ruba tutto ciò che gli piace. L'incontro a scuola con Ramón, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell'amato Ramón e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo andato a male e l'assassinio di un complice.

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Il giudizio del nostro critico:

 

Giulia Ciccone

Ha un faccino d’angelo, un corpo acerbo e le spalle curve. Ma anche una freddezza, una disumanità da lasciare allibiti. È un Vallanzasca in versione latina, la storia vera del famoso killer argentino Robledo Puch, soprannominato l’Angelo della morte dopo aver ucciso almeno 11 persone. Presentato al Festival di Cannes 2018, è un film che racconta l’educazione al crimine di un ragazzino con un talento innato per l’illegalità, cresciuto tra le pareti color fragola e pistacchio di una casa dalla moralità ineccepibile. A fare da specchio, seppur sottilmente, ad una nazione dove le persone apparentemente più affidabili, non lo sono per davvero. Buenos Aires, 1971. Carlos è uno spavaldo liceale che compie furti con assoluta nonchalance. L’incontro con il giovane Ramon cambierà la sua vita... Spicca l’interpretazione di Lorenzo Ferro, rapper argentino scelto per il ruolo di protagonista per la somiglianza fisica, convincente nei difficili tratti di rilassata sfrontatezza e sessualità ambigua. È una pellicola dove l’estetica domina sul resto, privilegiando i colori accesi e la fotografia accattivante, per rimanere invece superficiale sull’indagine delle motivazioni interne del protagonista o sulla critica alla società. Abbozzando una riflessione sul significato di libertà (libertà fisica, libertà di comportamenti o libertà dagli affetti?), resta infine semplicemente invischiato nel puro fascino del male.