TOY STORY 4

TOY STORY 4
  • Data di uscita:26/06/2019
  • RegiaJohn Lasseter, Josh Cooley
  • Cast:Tom Hanks, Tim Allen, Don Rickles, Annie Potts
  • Genere:Animazione

Trama

Woody, Buzz e gli altri vivono sereni con Bonnie, anche se la bambina non ama Woody come lo amava Andy e lo lascia spesso nell'armadio. Woody però rimane ricco di premure verso di lei e, quando Bonnie affronta il primo giorno d'asilo, si infila nel suo zaino per farle compagnia. Finisce così per contribuire alla creazione di Forky, un giocattolo costruito dalla bambina con una forchetta/cucchiaio che però crede di essere spazzatura e vuole solo buttarsi via. Woody cerca di fargli capire l'importanza dell'amore di una bambina, ma non riesce a convincerlo prima che lui salti giù da un camper in corsa. Il cowboy si lancia allora in un'avventura per ritrovarlo, arrivando a conoscere nuovi giocattoli e a ritrovare la sua vecchia fiamma, Bo Peep.

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Il giudizio del nostro critico:

LARA AMPOLLINI
Anche i giocattoli invecchiano, e finiscono la loro vita «lavorativa». I loro bambini crescono, se sono fortunati non finiscono buttati ma a qualche altro bambino. Ma alla fine c’è solo la spazzatura o lo scaffale di un robivecchi. A quasi 25 anni dall’inizio della saga, Woody e compagni affrontano il dilemma del «dopo». Che, grazie anche all’iniziativa di una intraprendentissima «fanciulla», non risulta così male. 
In piena corrente post «me too», dove è d’obbligo valorizzare il «girl-power», Woody, amatissimo pupazzo cow-boy (che conoscevamo con la voce di Fabrizio Frizzi), si trova senza più senso quando il suo bambino lo passa a un’altra bambina che gli preferisce altri giochi. Alla fine sarà Bo Peep, deliziosa pastorella che ornava una lampada, a doversi togliere la gonna (letteralmente) e a indicargli una nuova dimensione esistenziale.
La crisi del maschio confrontata con la capacità di problem solving e la flessibilità nel ripensare la vita delle donne però è solo uno dei temi che attraversano questo quarto (e forse finale) capitolo. Ha ad esempio una suggestione post-consumistica l’introduzione di un nuovo gioco fatto con materiali di riciclo: Forky, fatto con una forchetta di plastica, un nettapipa e due stecchini di gelato è il personaggio più divertente del film. Inizialmente affezionato all’idea di essere spazzatura, imparerà a considerarsi un giocattolo e a fare il suo dovere al fianco di Bonnie, la bambina che l’ha creato. Come per Woody che uscirà di scena come giocattolo ufficiale, anche per questa forchettina dagli occhi sbilenchi, si prepara un romantico finale. Consigliabile restare fino alla fine dei titoli di coda per goderselo. Le sottostorie esilaranti sono diverse, da quella della bambola degli anni Cinquanta che cita la «bambola assassina» ma in realtà è solo alla ricerca di una bambina che la stringa, a quella dei giocattoli-premio di un luna park o di un motociclista-acrobata degli anni Settanta, con la voce di Corrado Guzzanti. 
Molti nuovi personaggi e forse un po’ troppe peripezie che rendono un po’ faticoso lo scorrere del film. Ma è sempre uno spettacolo di alto livello genialmente pensato per almeno tre generazioni, i genitori di ieri che avevano portato i figli a vedere i primi capitoli, per i genitori di oggi che ieri erano gli spettatori bambini e i loro figli.

GIUDIZIO: ***
 

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