WOLF CALL - MINACCIA IN ALTO MARE

WOLF CALL - MINACCIA IN ALTO MARE
  • Data di uscita:27/06/2019
  • RegiaAntonin Baudry
  • Cast:François Civil, Omar Sy, Reda Kateb, Mathieu Kassovitz
  • Genere:Drammatico

Trama

Analista acustico dall'udito eccezionale, Chanteraide è piombato come il sottomarino in cui presta servizio nel mezzo di un'operazione pericolosa al largo della Siria. Lo scopo della missione è recuperare un gruppo di soldati in attesa sulla spiaggia. Ma la tensione monta e le cose si complicano per la presenza di un sottomarino nemico. A Chanteraide decifrare la minaccia e la sua posizione. Infallibile fino a quel momento, commette un errore. Scampato per un soffio alla tragedia, l'equipaggio approda a Brest, dove Chanteraide deve rispondere ai suoi superiori della défaillance. Ma una serie di eventi catastrofici, che rischiano di imbarcare l'Europa in una guerra nucleare, lo obbligano a risalire a bordo. E questa volta la missione è davvero impossibile.

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Il giudizio del nostro critico:

E parlano, parlano, parlano. In un film di sottomarini non è una gran cosa. 
Va bene non piegarsi alle regole del cinema americano, ma spazi chiusi e verbosità non sono un abbinamento esattamente felice. «Wolf call – Minaccia in alto mare» promette ma non mantiene: si basa su una missione (impossibile) ma indaga un’ossessione (quella dell’orecchio d’oro). E così, anziché temere per le sorti del mondo (e di un imminente conflitto nucleare), ci si «immerge» nella vita di un addetto al sonar dalle eccezionali capacità uditive (e che «scova» un nemico fuori dall’ordinario, ma commette un grave errore che le gerarchie non gli perdonano) e si entra troppo tardi (negli ultimi venti minuti) nelle logiche di appartenenza a un corpo militare (che talvolta paiono illogiche). 
Risultato: quello che poteva essere un buon film di fantaguerra diventa ciò che, in termini più comuni, può essere definito «una discreta palla». Antonin Baudry, più che esordiente, corre il rischio di passare per principiante. François Civil è una promessa ormai matura, ma Omar Sy e Mathieu Kassovitz non sembrano crederci più di tanto. 
Lo spettacolo e la tensione arrivano solo nel finale. Un grande italiano dimenticato, in questo genere, aveva fatto scuola e sarebbe bene ogni tanto ricordarlo: «Sotto dieci bandiere» di Duilio Coletti è uno straordinario film «sommerso». Da inseguire per terra e… per mare.