SERENITY - L'ISOLA DELL'INGANNO

SERENITY - L'ISOLA DELL'INGANNO
  • Data di uscita:18/07/2019
  • RegiaSteven Knight
  • Cast:Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Diane Lane, Jason Clarke
  • Genere:Drammatico

Trama

In fuga dal suo passato, Baker Dill si è ritirato su un'isola al largo della Florida. Solitario e irascibile, nelle battute di pesca insegue senza speranza un tonno gigante, mentre a terra, tra una bevuta e l'altra, frequenta la matura Constance. Un giorno l'ex moglie Karen si presenta sull'isola e gli chiede di salvare lei e il loro figlio dal nuovo e violento marito. La donna propone a Baker di gettare l'uomo in acqua durante una gita in barca, in cambio di 10 milioni di dollari. Diviso fra la nuova vita e quella da cui è fuggito, tentato dal denaro ma roso dai dubbi, Baker si ritrova in una realtà che non riesce a gestire, pupazzo nelle mani di un misterioso burattinaio...

Guarda il trailer

Il giudizio del nostro critico:

FILIBERTO MOLOSSI
Il brivido è caldo, ma il thriller assai moscio. Che poi io posso anche capire che ci sia gente che paga il biglietto per guardare da vicino il fondoschiena (e i pettorali) che Matthew McConaughey - 50 anni (quasi) e (beato lui) non sentirli - mostra con grande generosità urbi et orbi. Ma che tu sia lì, a metà luglio, a vedere un film che comincia che sembra «Il postino suona sempre due volte» e  prosegue che pare «Nirvana» (ma da bo?) ti fa venire almeno un paio di dubbi: il primo che potevi impiegare meglio la serata, il secondo che non solo il protagonista, ma anche il regista (e sceneggiatore, ahi) abbia esagerato col rum. E se permettete un po' ci resto: perché dietro la macchina da presa c'è pur sempre quel Steven Knight che ha scritto «La promessa dell'assassino» e che sei anni fa aveva girato un film-gioiello come «Locke», interamente ambientato in un'auto. Qui invece prende il largo e si capisce già dal primo drone  che qualcosa andrà storto, che ci sarà burrasca. O, peggio, bonaccia.
Bizzarro e improbabile mix tra un noir  (che poi è come il film viene venduto attraverso il trailer) con dark lady  d'ordinanza (Anne Hathaway versione biondo platino) e riflessione pseudo soprannaturale sul dolore dell'assenza (con vago ma non troppo invito a farsi giustizia da sé) e sulle domande assolute di un'umanità alla deriva (chi siamo? Da dove veniamo?), «Serenity» (che in patria è stato un flop) è l'incontro bislacco tra «La fiamma del peccato» e «Truman show»: capite da soli che non poteva funzionare.
Nell'isola che non c'è, dove tutti sanno tutto di tutti, un novello Achab, lupo di mare con barba perennemente da fare, pochi sorrisi e parecchi bicchieri in cui affogare i ricordi, riceve la visita della seducente ex moglie che gli propone un affare: uccidere il suo attuale marito, ricco e violento, e scappare con 10 milioni di dollari in contanti...
Inizialmente cinefilo ma poco originale, «Serenity» ci fa molto dentro sin da subito, calca la mano in modo insopportabile, specie nella caratterizzazione dei personaggi, mostra insomma – e sicuramente troppo – il ghigno. Difetti grossolani che sono nulla però davanti all'improvvisa svolta (in parte annunciata), il poco calibrato twist, che trasforma il film in altro da sé, provando a scandagliare acque più profonde, in una connessione che da carnale si fa spirituale. Nel cambio di rotta Knight non si priva di nulla - dalla tiritera sui reduci all'impotenza di chi è vittima di regole dettate da altri fino al balbettante discorso sulla genitorialità - finendo però nella stessa rete che aveva preparato per i suoi «pesci». Lasciando il rimpianto di non potere incontrare un personaggio che il protagonista viene costantemente invitato ad andare a trovare: il dottor Bob, un analista che forse farebbe meglio a vedere anche il regista. E sicuramente noi, usciti dalla sala in preda a un discreto mal di mare.


 

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