IL COLPO DEL CANE

IL COLPO DEL CANE
  • Data di uscita:19/09/2019
  • RegiaFulvio Risuleo
  • Cast:Edoardo Pesce, Silvia D'Amico, Daphne Scoccia, Silvana Bosi
  • Genere:Commedia

Trama

Rana e Marti, due ragazze spiantate, trovano lavoro come dog sitter per conto di un'anziana signora, che ha bisogno di qualcuno che si prenda cura, nel weekend, del suo bulldog francese Ugo. Ma mentre Marti è al parco con il cane, uno strano veterinario, il dottor Mopsi, le si avvicina proponendole un affare: far accoppiare Ugo con la sua cagnolina della stessa razza. Dopo un iniziale tentennamento, le ragazze accettano. Ma forse, si renderanno presto conto, non è stata una buona idea.

Guarda il trailer

Il giudizio del nostro critico:

di GIULIA CICCONE
Sono disoccupati, spiantati, ingenui fino all’osso e confusi su che strada prendere nella vita. O anche solo per arrivare a fine mese e pagare l’affitto. Figli della crisi economica di un paese in panne, persi in una Roma stranamente popolata da animali di varia natura, sono i protagonisti del secondo lungometraggio del giovane Fulvio Risuleo (classe 1991, ma già vincitore di due premi al festival di Cannes per altrettanti cortometraggi). Che, per dare un volto ai suoi pittoreschi perdenti, ha scelto l’attrice in ascesa Silvia D’Amico ed il poliedrico Edoardo Pesce, il violento coprotagonista in Dogman di Garrone.
Capitolo 1: Marti e Rana, al loro primo giorno da dog sitters, subiscono il furto del bulldog francese Ugo per mano del bizzarro veterinario dr. Mopsi e si mettono all’inseguimento del ladro. Capitolo 2: lo studente di matematica Orazio, metallaro dall’età indefinibile, dopo aver perso il lavoro ed aver subito l’ennesima delusione sentimentale, si imbatte in uno strano negozio di animali… 
Con un’improbabile trama ad incastri, è un film sbilanciato e sbilenco, che tuttavia risplende in una grottesca atmosfera fantozziana per la caratterizzazione dei personaggi, vittime della società alla continua ricerca di un riscatto. Tragicomica parabola di una generazione di disperati, ha l’inaspettata capacità di smontare progressivamente il comune concetto di etica e di rendere inconsistenti le retoriche definizioni di buoni o cattivi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA