VIVERE

VIVERE
  • Data di uscita:26/09/2019
  • RegiaFrancesca Archibugi
  • Cast:Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Massimo Ghini, Marcello Fonte
  • Genere:Drammatico

Trama

La piccola Lucilla Attorre soffre di asma e appare subito evidente che sia un'affezione psicosomatica: la madre Susi, insegnante di danza ad un gruppo di "culone che vogliono dimagrire", è sempre di corsa, dimentica le proprie cose dappertutto e trascina qua e là la sua bambina come un carrello della spesa; il padre Luca è un giornalista freelance "stronzo e sfigatello" con un debole recidivo per le donne; e il fratellastro Pierpaolo è il ricco e viziato erede (da parte di sua madre Azzurra) di una dinastia di avvocati ammanicati con la politica. In questo quadretto disfunzionale si inserisce Mary Ann, una au pair irlandese cattolica che scardina definitivamente i già precari equilibri domestici. Testimone (quasi) silenzioso degli andirivieni della famiglia è il vicino Perind (soprannome che sta per perito industriale), un tipo inquietante dalle strane abitudini. Riusciranno gli Attorre a sopravvivere o il loro nucleo familiare esploderà definitivamente?

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Il giudizio del nostro critico:

di Gianluigi Negri
Lui è un giornalista freelance (pagato una miseria, come il 99 per cento dei freelance), lei una ballerina mancata che organizza corsi di ginnastica per donne in sovrappeso. Hanno una bimba di sei anni, con seri problemi di asma. Tutta la famiglia (attorno e dentro la quale gravitano: il figlio di lui che è un quasi diciottenne avuto con un’altra, una ragazza alla pari venuta dall’Irlanda, un ex suocero ricchissimo ma insensibile) ha seri problemi economici. Vivono in un quartiere romano nel quale il vicino di casa è un perito industriale, sempre pronto a spiarli, che ha il volto ambiguo e inquietante di Marcello Fonte. 
La coppia Adriano Giannini-Micaela Ramazzotti offre a Francesca Archibugi la possibilità di realizzare, con «Vivere», un altro film riuscito sulla famiglia. 
Segreti e bugie, malattie dell’anima e fisiche, amori narcisistici (ed egoistici) e amori materni, sentimenti che esplodono e implodono, la sofferenza del tradimento e la sopportazione dell’indifferenza, la gioia del sentirsi nuovamente «visti» dopo un’invisibilità durata troppo a lungo, la «presenza» di Dio e del fato: la vita, con i suoi alti e bassi, descritta dallo stesso trio di sceneggiatori di «Notti magiche» di Virzì, qui autore dello script nuovamente insieme a Francesco Piccolo e all’Archibugi.